Sicurezza
Morì di freddo, chiesta archiviazione
È il quarto tentativo del pm, la figlia della vittima continua a opporsi
VOLTERRA. Per quattro volte la procura di Pisa ha chiesto l'archiviazione di un procedimento - non ravvisando estremi di reato - per la morte di una paziente di 56 anni, degente alla clinica Auxilium Vitae di Volterra, che nel pomeriggio del 22 novembre 2010 si allontanò dalla struttura e fu trovata morta, anche per ipotermia, in un bosco nella tarda mattinata del giorno dopo. Adesso la figlia della defunta, parte offesa assistita dall'avvocato Massimo Rossi di Siena, ha proposto opposizione per la quarta volta alla volontà del pm di non chiedere il processo per nessuno.
Finora infatti la famiglia della vittima ha trovato conforto nel gip di Pisa che, sotto vari profili, ha sempre imposto nuove indagini al pubblico ministero, negando l'archiviazione più volte. La vicenda risale al 2010 e riguarda una donna di origine ucraina che era stata travolta dalla tramvia a Firenze il 26 ottobre 2010, riportanto gravi traumi e finendo in coma. Per la riabilitazione fu scelta l’Auxilium Vitae di Volterra, uno dei pochissimi centri in Toscana per la riabilitazione neurologica. Qui, proprio cinque anni fa, un pomeriggio uscì da una porta di sicurezza, malgrado non avesse ancora recuperato sufficienti condizioni di autonomia. Fu cercata da volontari e carabinieri, ma il corpo venne ritrovato solo il giorno dopo ad alcune centinaia di metri dalla clinica.
La procura di Pisa aprì un’inchiesta contro ignoti. L'8 marzo 2013 il pm fece la prima richiesta di archiviazione, ma il 10 aprile il gip, su opposizione della famiglia, impose di indagare il medico responsabile del reparto di riabilitazione. Il 22 aprile 2013 il pm chiese la seconda volta l'archiviazione. Ma anche stavolta la figlia si oppose e il gip impose nuove indagini per interrogare l'indagato, verificare le misure di custodia e vigilanza sui pazienti, capire se le ricerche furono tempestive.
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Il 9 ottobre 2014 il pm fece la terza richiesta di archiviazione: il gip accolse l'archiviazione per l'indagato ma dispose un nuovo tema di indagine, allargando le competenze di custodia dei pazienti e individuando come nuovo indagato il direttore sanitario della clinica. Anche su questo fronte, nei giorni scorsi, il pm ha chiesto di archiviare. A cui la figlia della vittima si oppone per la quarta volta.
«Nessuno dice che doveva essere contenuta - dice il suo legale, l’avvocato Massimo Rossi - ma non è ammissibile che una donna in quelle condizioni neurologiche potesse essere lasciata sola per un tempo che le permette di uscire e non essere cercata in un tempo ragionevole».
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