Proteste
Menù a chilometri zero alla mensa scolastica
Il servizio fornito a 1800 bambini ogni giorno può contare su dieci cuoche che preparano anche diete speciali, come quelle pensate per i celiaci
PONTE A EGOLA. Sono più di 1800 gli utenti che usufruiscono del servizio di ristorazione scolastica offerto dal comune di San Miniato e messo a punto da un organico di dieci cuoche che servono mediamente 1400 pasti settimanali. Un servizio mensa gestito direttamente dal comune e in partenza dal centro cottura di Ponte a Egola, situato in piazza Guido Rossa, grazie al quale i pasti vengono distribuiti a scuole dell'infanzia e primarie, strutture per l'infanzia private e servizi extrascolastici. Sul piatto vengono predilette le materie prime biologiche e stagionali, i prodotti del territorio a filiera corta e a chilometro zero, ma non mancano nemmeno i piatti tipici toscani e quelli etnici.
La giunta Gabbanini ha fatto visita proprio al centro cottura nel corso della quale sono stati riconosciuti i meriti degli operatori impiegati nel servizio e sono state ribadite le finalità che ogni giorno si cercano di perseguire: sensibilizzare la cittadinanza, in particolare i bambini che usufruiscono della mensa e i loro genitori, sull'importanza di consumare prodotti di qualità, promuovere l'assunzione di un corretto stile alimentare e proporre iniziative attente alla tematica dello spreco di cibo e della sostenibilità ambientale. Questi concetti sono andati rafforzandosi soprattutto a partire dal 2010, dopo che il Comune aveva aderito al progetto “La qualità nel piatto”. Da un lato l'impegno di chi lavora nel servizio è quello di fare un'accurata selezione dei cibi, rispondendo al contempo a determinati standard di sicurezza in campo alimentare, dall'altro vi sono tutta una serie di operatori esterni alla ristorazione con i quali vengono organizzati momenti informativi per le famiglie, laboratori di cucina, incontri propositivi e di monitoraggio del gradimento del menù. Il tutto per sviluppare un contesto attento alla salute di chi usufruisce della mensa. Il lavoro è stato ricompensato tre anni fa dalla certificazione di qualità ISO 22000, standard non obbligatorio ma molto ambito da chi lavora nel settore, per cui San Miniato è tra le prime città in Italia che lo hanno ricevuto.
«Alla mensa si cercano di annullare anche le differenze a tavola - spiega l'assessore alla cultura Chiara Rossi - Ci sono, infatti, tanti bambini con problemi di intolleranza. Per questo viene posta particolare attenzione alle diete speciali: le cuoche sono disposte a preparare alimenti adatti a tutte le esigenze, come ad esempio il pane anche per i celiachi. C'è inoltre un'ampia proposta di piatti toscani per far riscoprire le tradizioni già dalla piccola età, mentre la scelta dei prodotti locali avvantaggia i fornitori del territorio».
Serena Di Paola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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