Sicurezza
La causa si chiude dopo 36 anni
La Gestione liquidatoria dell’ex Usl 15 deve dare 110mila euro a un’azienda per lavori all’ex manicomio
VOLTERRA. Dopo una causa durata 36 anni, la Gestione liquidatoria della Usl 15 di Volterra, poi confluita nell’Asl 5 di Pisa, dovrà pagare 110mila euro alla ditta Dc di Roma rispetto alla vicenda dei lavori di ristrutturazione dell’ex padiglione Biffi dell’ospedale psichiatrico di Volterra. Lo ha stabilito la delibera del 20 novembre scorso da parte del commissario liquidatore delle ex Usl dell’Asl 5 di Pisa.
La vicenda risale addirittura al 1979 e riguarda una «licitazione privata», definita anche “gara a inviti” tra «gli Spedali di Santa Maria Maddalena di Volterra (ente ospedaliero successivamente confluito nell’Usl 15) e l’impresa Dc di Roma». L’azienda «risultata aggiudicataria del primo lotto dei lavori di ristrutturazione dell’ex padiglione Biffi dell’ospedale psichiatrico di Volterra». Secondo quanto spiegato nella delibera, «in conseguenza della mancata realizzazione dei lavori nel termine prefissato, si è acceso un complesso contenzioso civile» tra le parti, con un rimpallo di responsabilità, sfociato nella risoluzione del contratto nel maggio del 1980.
Da quel momento si sono verificati una serie passaggi burocratici che, uniti alle lungaggini della legge italiana, che hanno portato la causa fino ai giorni nostri. Prima l’interruzione del giudizio disposta dal Tribunale di Pisa perché la Usl 15 aveva cessato di esistere, confluendo nella Usl 5 di Pisa. Nel 2009, l’avvocato che rappresentava prima gli Spedali di Santa Maria Maddalena di Volterra, poi la Usl 15 e poi la Gestione liquidatoria dello stesso ente, è andato in pensione.
«Il giudizio già pendente davanti al Tribunale di Pisa - si legge nella delibera di venerdì scorso - dopo essere stato rinviato a data da destinarsi per avvenuto trasferimento del magistrato onorario, è stato poi ripreso nel 2010». E, successivamente, «si è reso necessario disporre della nomina di un nuovo legale in rappresentanza dell’ente pubblico».
Ma sono serviti, comunque, altri cinque anni per arrivare a una conclusione che si è concretizzata con un accordo tra le parti. Stando alla delibera, «questa soluzione è favorevole alla Gestione liquidatoria, perché una probabile sentenza di condanna avrebbe comportato «il pagamento degli interessi e delle spese legali», per una cifra indicativa «di 200mila euro». Mentre la somma pattuita è stata di 110mila euro che sarà pagata alla ditta Dc di Roma e che sarà ricavata dalle risorse finanziarie della Gestione liquidatoria.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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