I frati del santuario perdonano i ladri
«Sono mossi da povertà, noi mettiamo una barca di migranti nel presepe»
SAN ROMANO. I frati di San Romano rispondono con un messaggio di pace e accoglienza alla violenza sconsiderata che ha colpito il Santuario. Ecco, dunque, che all’interno del loro chiostro prende pian piano forma un presepe ispirato al tema dell’apertura, dell’ospitalità e dell’aiuto del prossimo. Il soggetto è una grande nave in legno, sulla quale vengono trasportati i migranti in cerca di un luogo in cui essere al riparo dagli spettri di guerra e povertà. «Dall’altra parte del mare ci siamo noi e il nostro compito è quello di accogliere le persone bisognose con fraternità. Soltanto così potremo festeggiare insieme il Giubileo», dice padre Valentino Benedetto Ghiglia.
«Non crediamo che quello di cui siamo stati vittime sia un atto persecutorio nei nostri confronti, ma un’azione dettata dalla povertà e dalla disperazione. La paura è che in questo modo si incrementino le reazioni di rabbia nelle persone. Quello che dobbiamo fare, al contrario, è ripartire e lanciare un messaggio di consolazione».
La contromisura dei frati, per combattere la criminalità, non è certo la paura, anche se ci si chiede che cosa sia giusto fare per arginare un fenomeno, quello dei furti, che non comprometta l’accesso libero ad uno dei luoghi di culto più visitati della zona.
«Stiamo cercando di adottare misure adeguate, come gli impianti di allarme e i vetri antisfondamento», dice don Valentino. Smentita ieri sera la notizia che i religiosi avrebbero dormito in chiesa. Il danno subito nella notte tra sabato 21 e domenica 22 novembre dal Santuario non è ancora stato calcolato con esattezza. Certo è che i costi per riparare la porta sul retro – sfondata dai malviventi per penetrare in chiesa – e la statua centenaria della Madonna con il bambino – che ha riportato seri danni dopo essere caduta nel corso del furto di coroncine d’ottone – saranno cospicui.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.12496115:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/11/23/news/i-ladri-si-accaniscono-contro-la-madonna-1.12496115]]«L’offesa all’immagine della Madonna non è solo materiale, perché colpisce anche il suo valore artistico e religioso – racconta padre Valentino Benedetto Ghiglia – Non dobbiamo dimenticare che si tratta di una statua in legno gessato che risale al XII secolo e si trova all’interno del santuario sin dal 1513, anno in cui venne costruito. Da allora ha sempre mantenuto intatta la sua funzione, al contrario di tante altre immagini spostate nei musei: quello di rimanere a disposizione dei fedeli, per il culto e la preghiera».
«Non ci aspettavamo proprio un’azione del genere – sottolinea don Valentino – Ormai, dopo colpi precedenti, non c’era più niente di prezioso da rubare e avevamo preso tutte le precauzioni per evitare i furti. Eppure i malviventi sono riusciti a non far suonare sia l’allarme perimetrale che quello interno. Questo testimonia un attento studio della struttura della chiesa, prima dell’irruzione. L’unico dispositivo che ha segnalato il furto è stato quello dell’edicola votiva, quando è stata infranta».
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