Sicurezza
Don Backy scrive a Conti: «Riportami a Sanremo»
Lettera aperta del cantautore di Santa Croce al direttore artistico: «Da 44 anni trovo ogni porta chiusa. E tu un tempo non avevi problemi a lavorare con me»
SANTA CROCE. In vista del festival di Sanremo 2016, il cantautore Don Backy – Aldo Caponi, santacrocese - viene tentato dalla voglia di rinverdire successi come L’immensità, Canzone, Casa Bianca. Il cantante ha tuttora la residenza a Santa Croce, anche se vive a Roma con la famiglia.
Quando esordì al Supercinema Lami, nel 1960 solo il nostro giornale pubblicò “Domani concerto di rock and roll”, a firma di Alberto Pozzolini. E così ora mediante “Il Tirreno” Don Backy invia questa lettera aperta a Carlo Conti, direttore artistico del Festival.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11766690:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/07/12/news/una-strada-di-nome-l-immensita-scontro-don-backy-deidda-1.11766690]]
«Ciao Carlo, come ogni anno, all'avvicinarsi di Sanremo, c'è qualcuno che vuole provare a farmici tornare. Non che a me dispiacerebbe, ma, considerato che sono ormai 44 anni (come i gatti in fila per 2...), che non ho questa possibilità, accetto che il "qualcuno" faccia l'ennesimo tentativo. Premetto che io non guardo il festival dall'ultima mia partecipazione (1971, Bianchi cristalli sereni) e - come vedi - sono riuscito a sopravvivere fino a oggi (e credo che - a Dio piacendo - andrò avanti così, visto l'ottimo risultato ottenuto, che forse dipende anche da quello, considerato che sto attraversando il 77° anno)».
Leggenda vuole che ci sia anche un ostracismo di Adriano Celentano, da quando Don Backy lasciò il Clan per questioni di diritti d’autore. Comunque Don Backy continua, rivolto a Conti: «Voglio raccontarti che nel tempo ho inviato canzoni, da Sognando a L'artista, a Madre, a Ali, a Brinderò (che sarà inserita nel mio nuovo cd in lavorazione). Da un imprecisato anno in poi (Baudo restauratore), sentii dire che il direttore non voleva più cantanti della "mia generazione". Il maestro Adelmo Musso, mi ha chiesto se avevo un brano, perché avrebbe voluto provarci lui. Gli ho mandato di nuovo "Brinderò", ma la motivazione non è cambiata: “Niente spazio per i gloriosi veterani”. Ora, voglio dirti che a me, questo tipo di scelta, mi puzza anche un po' di discriminazione, se non proprio di razzismo musicale. Perché per questi autori e cantanti dovrebbero essere chiuse le porte? Scusami Carlo, ma a me sembra veramente provinciale questo atteggiamento e anche un po' meschino tutto sommato. Non dovrebbe essere questo, il Festival della Canzone Italiana? C'è per caso sul regolamento un'età oltre la quale non si può presentare una canzone e partecipare?».
E conclude così: «Se posso dirti una cosa molto personale, mi sembravi molto più "tu", quando presentavi a Firenze "Un Giglio per la Vita", organizzato dall'allora anche tuo amico Loris Urbani. A quel tempo", non avevi remore a che vi partecipassi anch'io insieme ad altri "vecchi" colleghi. Goditi il successo Carlo e che sia duraturo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
