Il Tirreno

Pontedera

il dramma

Stroncato da infarto alla Pubblica Assistenza

Giacomo Pelfer
Antonio Petruzzo
◗
Antonio Petruzzo

Colto da un malore in auto, ha chiesto aiuto al personale dell’associazione, ma è stato tutto inutile

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CAPANNE. Ha sentito un dolore al petto e ha capito immediatamente di cosa si trattava. Così non ci ha pensato un attimo: ha raggiunto la vicina Pubblica Assistenza, salendo di corsa le scale per raggiungere gli ambulatori al primo piano e chiedere aiuto. Una prontezza che non è bastata, tuttavia, a salvare la vita di Antonio Petruzzo, 76 anni, residente a Marti nel comune di Montopoli, stroncato da un arresto cardiaco il 20 novembre mentre si trovava nei locali della Pubblica Assistenza di Capanne. Inutili i vari tentativi di rianimazione, proseguiti per quasi un'ora.

La notizia, diffusasi nella tarda mattinata, ha ovviamente sconvolto la vita di familiari e conoscenti dell'uomo, lasciando di stucco anche gli abitanti di Marti dove Petruzzo erano conosciuto da tutti.

Già alcuni anni fa l'uomo aveva subito un infarto, avvertendo probabilmente lo stesso identico dolore al petto che lo ha colpito di nuovo la mattina del 20 novembre, intorno alle 10,25, mentre si trovava alla guida della propria auto. Per questo Petruzzo non ha messo tempo in mezzo: trovandosi nei paraggi della Pubblica Assistenza, anziché fermarsi a chiedere aiuto, è corso direttamente di fronte alla struttura, è sceso dall'auto ed è andato dritto verso gli ambulatori al primo piano. Uno dei medici di servizio lo ha fatto sedere e gli ha offerto un bicchiere d'acqua preparando l'elettrocardiogramma. Giusto il tempo di voltarsi un attimo e il medico si è accorto che Petruzzo appariva già privo di sensi. Immediate le manovre di rianimazione da parte del personale sanitario presente, anche con l'uso del defibrillatore automatico. Manovre proseguite fino alle 11,20 quando i medici non hanno potuto far altro che accertare il decesso dell'uomo, mentre nel frattempo era stato allertato anche il 118. Sul posto sono arrivati subito dopo anche la moglie Carmela e i tre figli Luca, Patrik e David, quest’ultimo conosciuto come uno dei gestori del ristorante al lago Varramista. Artigiano, Petruzzo continuava a lavorare nel campo dell'arredamento come montatore di mobili. I figli, distrutti dal dolore, lo ricordano «per averci insegnato l'amore per il lavoro e il rispetto verso gli altri».

I funerali di Petruzzo si svolgeranno il 21 novembre, alle 15, nella chiesa evangelica nel centro storico di Castelfranco. Fino ad allora la salma resterà esposta nella cappella della Pubblica Assistenza di Capanne. Al termine della cerimonia religiosa, Petruzzo sarà trasferito nel cimitero di Marti.
 

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