Sicurezza
In via Arginale i pedoni sono... invisibili
San Donato di San Miniato, la mancanza d’illuminazione e un limite di velocità troppo elevato rischiano di causare incidenti
SAN DONATO. Una strada molto stretta, che costeggia il corso del fiume Arno per il tratto che da San Romano porta fino alla frazione di San Donato e dove il limite di 50 chilometri orari sembra già essere troppo alto, soprattutto nelle ore di punta quando sono tanti gli automobilisti che scelgono di percorrerla per tornare a casa dal lavoro.
Si tratta di via Arginale, che prende il nome proprio dall’argine su cui è costruita. I problemi più grandi emergono soprattutto nelle ore serali, quando la mancanza di illuminazione che affligge tutto il percorso rende invisibili i pedoni. Alcuni, infatti, scelgono di camminare lungo i margini, privi di marciapiedi, altri preferiscono spostarsi con le biciclette. Coloro che decidono di rischiare e di avventurarsi a piedi lungo una strada resa ancora più pericolosa dal doppio senso di marcia e dall’alta velocità degli autisti meno pazienti, sono perlopiù pendolari di origine straniera. Sono proprio questi ultimi, che spesso non indossano giubbotti catarifrangenti, a rischiare di più mentre tornano alle proprie abitazioni dopo una giornata passata a vendere prodotti in qualche città vicina.
Una soluzione era stata proposta durante un incontro pubblico fra la Consulta della frazione di San Donato e l’amministrazione comunale, a fine ottobre 2014, per porre la parola “fine” ai vari problemi di viabilità collegati a via Arginale. Durante la serata, nel corso della quale erano emerse diverse proposte per modificare la circolazione della zona, era stato ipotizzato di rendere a senso unico questa strada tanto problematica.
Ad un anno di distanza, però, niente è ancora cambiato e le auto continuano a percorrere via Arginale a tutta velocità in entrambe le direzioni, come viene confermato dalla signora Maria Boldrini che abita in prossimità della strada: «Scelgo di fare un altro tragitto per tornare a casa, anche se è più lungo. Questa via è troppo pericolosa e il rischio di fare incidenti, come è già avvenuto in passato, è alto. La sensazione è che gli automobilisti per primi siano sempre meno attenti e coscienziosi. Con il passare degli anni la situazione sta addirittura peggiorando».
«Per quanto riguarda l’illuminazione, non possiamo intervenire come avviene sulle strade comuni. Via Arginale sorge sull’argine di un fiume e perforarlo per installare i lampioni creerebbe problemi di stabilità – spiega l’assessore Manola Guazzini – Sicuramente l’istituzione di un senso unico avrebbe garantito una situazione di maggior sicurezza. L’amministrazione è pronta a farlo, ma prima di procedere dobbiamo attendere il parere della Consulta della frazione».
Come mai, allora, le associazioni dei cittadini hanno deciso di mettere in pausa un provvedimento che potrebbe contribuire a rendere la zona più vivibile? Le motivazioni ci sono, come spiega Giancarlo Fiaschi, il presidente della Consulta di San Donato: «Sarebbe saggio istituire un senso unico su una strada del genere, ma dobbiamo valutare la situazione in modo più completo. Il rischio è quello di veder aumentare ancora la velocità degli automobilisti, certi che non incontreranno nessuno in senso contrario, mentre i ciclisti potrebbero continuare a percorrere la strada in entrambe le direzioni, incuranti delle sanzioni. Mettere un cartello non basta a rendere la strada più sicura. Daremo il nostro consenso al senso unico solo quando verrà realizzata anche la pista ciclabile che era stata promessa. Aspettiamo che il Comune ci proponga un pacchetto ben strutturato di interventi, nel quale vengano considerati tutti i diversi interessi dei residenti».
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