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Il tabaccaio rapinato: «Preso dalla rabbia ho reagito al bandito»

Sabrina Chiellini
Il padre del tabaccaio (al centro nella foto) ha avuto un malore durante la rapina
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Il padre del tabaccaio (al centro nella foto) ha avuto un malore durante la rapina

Parla il giovane commerciante di Titignano ferito da un malvivente

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TITIGNANO. «Lavori dodici ore al giorno e, quando vedi che entra uno che ti vuole truffare, non puoi che reagire. Non ho avuto paura ad affrontare quello sconosciuto, ho provato solo una grandissima rabbia».

Michele Petrone, 23 anni, è il tabaccaio di Titignano di Cascina che la sera del 19 novembre ha reagito di fronte ad un cliente che, dopo una transazione da 600 euro su Postepay, se n’è andato senza pagare.

In quel momento nella tabaccheria di Titignano, lungo la Tosco Romagnola, a pochi metri di distanza dal centro anziani Remaggi, c’erano Michele e il padre Andrea, classe 1959. Ed era proprio il genitore ad occuparsi della transazione richiesta dal cliente, uno straniero vestito in maniera sportiva e con un atteggiamento che fino a quel momento non aveva destato alcun sospetto. L’uomo è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza interna e le immagini sono state acquisite dai carabinieri di Navacchio, che si stanno occupando delle indagini, partendo anche dal codice fiscale usato per compiere l’operazione.

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«Quando ho capito che andava via senza pagare, ho reagito d’istinto – racconta il giovane tabaccaio – L’ho inseguito alle spalle e l’ho bloccato fuori dal negozio. Ma lui ha reagito come una furia, mi ha preso a calci e pugni, c’è stata una colluttazione, sono comunque riuscito a strappargli un pezzo della camicia. Poi è arrivato anche mio padre che lo ha bloccato nell’attesa dell’arrivo dei carabinieri».

Ma all’improvviso il malvivente è riuscito a divincolarsi ed è saltato dentro a un’auto, parcheggiata davanti alla tabaccheria, dove ad attenderlo c’era un complice. «Sono fuggiti a tutta velocità, lui è saltato sul sedile e la macchina si è messa in modo con lo sportello aperto», continua il commerciante.

Accanto alla tabaccheria c’erano alcune persone. Tuttavia nessuno è intervenuto: la scena è avvenuta davanti ai loro occhi ma i più hanno pensato si trattasse di uno scherzo. Invece gli esercenti stavano cercando di impedire l’ennesima truffa compiuto ai danni di un’attività della provincia. Di fatto, anche se poi il reato per cui procederanno i carabinieri potrebbe essere quello di rapina impropria, visto che sia padre che figlio sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso, il cliente quando è entrato nella tabaccheria, voleva compiere una sorta di truffa “caricando” la Postepay a spese del tabaccaio.

«Io e il mio babbo stiamo bene, anche se pure mio padre è stato raggiunto dai colpi del truffatore che gli ha dato alcune gomitate al torace prima di fuggire», aggiunge.

Il genitore successivamente ha avuto un malore, preoccupato per le percosse ricevute dal figlio. Temeva che quello sconosciuto lo avesse ferito in maniera seria. Ieri la tabaccheria è stata aperta regolarmente con molti clienti che sono arrivati, oltre che per i soliti acquisti, anche per chiedere notizie di quello che era successo la sera precedente.
 

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