Il dolore
Ex Smith, si cerca la via della pensione
I lavoratori usciti dalla fabbrica cercano di farsi riconoscere l’invalidità per esposizione all’amianto. Oggi un incontro
SALINE DI VOLTERRA. Un tentativo per trovare la via d’uscita per rimediare alla perdita del posto di lavoro. È quanto sta cercando di fare un gruppo di ex operai della Smith Bits che, seguiti dai legati dell’Osservatorio nazionale per l’amianto (Ona), iniziano un percorso per farsi riconoscere da Inail l’esposizione all’amianto subita negli anni in cui hanno prestato servizio all’interno dell’azienda di Saline di Volterra. Se l’operazione andrà in porto non è esclusa la possibilità di poter usufruire di una pensione. «Non faremo causa all’azienda - dice Angelo Tani, ex lavoratore della Smith Bits - che, anzi, ci auguriamo possa rafforzare ancora di più la sua presenza sul nostro territorio. Con questa iniziativa cerchiamo solo un sostegno al reddito e un avvicinamento all’età pensionabile per chi ha i requisiti di età».
Oggi alle 17, nei locali dell’ex Monopolio di Stato, in strada statale 17 ci sarà una riunione dell’Ona in cui si parlerà sia del caso riguardante i lavoratori di Enel e delle società del gruppo che contestano la disdetta del contratto nazionale della categoria rispetto alle clausole di agevolazione tariffarie sul consumo di energia elettrica. Ma si discuterà anche della cosiddetta “vertenza amianto” per i lavoratori di Smith Bits. Proprio lo stesso Tani interverrà per spiegare meglio i termini della vicenda. «Con questo processo cerchiamo di farci riconoscere l’esposizione all’amianto a cui siamo stati sottoposti in tanti anni di lavoro - dice l’ex operaio - Fino agli anni Novanta, gli addetti della manutenzione e dei forni sono rimasti a strettissimo contatto con questo materiale altamente cancerogeno. Senza contare, poi, la copertura dei capannoni della fabbrica, anche questi in amianto per tantissimo tempo, con l’ultima bonifica dei tetti che risale al 2013».
Un tentativo che, secondo quanto appreso, non sarebbe poi così remoto. Ci sarebbero, infatti, le basi legali per ottenere il riconoscimento da parte di Inail dell’esposizione all’amianto dei lavoratori, specie quelli di lungo corso. Per vedersi, così, riconosciuto il diritto di poter usufruire di una pensione. «Molti di noi non vedono la fine del tunnel dopo essere usciti dalla Smith - riprende Angelo Tani - Più passa il tempo e più aumenta la consapevolezza che una ricollocazione nel mondo del lavoro, per chi ha superato i 50 anni, è sempre più difficile. Questa opportunità aiuterebbe molte persone ad avere un sostegno al reddito in attesa della pensione vera e propria».
Il percorso sta cominciando in queste settimane. Siamo ancora alle fasi embrionali. In questi casi, poi, la burocrazia e i tempi lunghi della giustizia sono indefinibili. Ed è lecito non attendersi una soluzione in tempi brevissimi. Resta comunque la speranza che gli ex dipendenti di Smith Bits possano ricevere la massima attenzione nella loro battaglia, pressoché quotidiana, per trovare una soluzione concreta alla perdita del loro posto di lavoro.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
