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Cade dallo scivolo pieno di buchi Paura per un bambino di tre anni

Cade dallo scivolo pieno di buchi Paura per un bambino di tre anni

È successo a Santa Croce: il piccolo ha fatto un volo di un paio di metri, ma non è in pericolo di vita L’eliambulanza lo ha trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze dov’è in osservazione

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SANTA CROCE. Sono appena le 15,30 di un tranquillo venerdì pomeriggio di novembre quando un bambino di tre anni, di origini curde, cade da uno scivolo in via Ho Chi Minh a Santa Croce Sull’Arno. Quello che sembrava essere iniziato come un pomeriggio all’insegna del divertimento, nel parco pubblico a fianco del luna park, si è trasformato presto in una situazione a rischio. Il piccolo stava correndo su e giù per i giochi di legno che sorgono a poca distanza dalle autoscontro, quando è scivolato ed è caduto da un’altezza di circa due metri.

Mentre stava giocando con il cugino, più grande di qualche anno, il bambino è precipitato dalla struttura, con ogni probabilità dopo aver inciampato in uno dei numerosi buchi che crivellano l’impalcatura dei giochi. Lo stato di manutenzione dei giochi, infatti, è pessimo e salirci significa cimentarsi con un vero e proprio percorso ad ostacoli. L’impatto con il terreno è stato inevitabile. Sul luogo dell’incidente erano presenti sia la madre che la zia, le quali hanno subito chiamato il 118 per un pronto intervento. Nell’arco di cinque minuti sono arrivati, con un primo mezzo di soccorso, i volontari della Misericordia del paese. Quindi sono stati chiesti i rinforzi dell’automedica, proveniente da San Miniato.

«Il codice di emergenza applicato è quello rosso, che indica una situazione di trauma – ha dichiarato l’infermiera che per prima si è prodigata nei tentativi di soccorso del piccolo – Ce ne siamo resi subito conto dal momento che il bambino era in un visibile stato confusionale e rispondeva solo se veniva sottoposto a stimoli dolorosi. Anche se ad occhio nudo non si vedevano traumi esterni né contusioni, nemmeno a livello della testa, abbiamo deciso di far intervenire anche l’elisoccorso e farlo trasportare al Meyer, a Firenze».

I soccorritori hanno subito praticato il protocollo di “prehospital trauma core”, che permette di stabilizzare le condizioni di chi ha riportato un trauma prima del ricovero: al piccolo, dunque, è stato applicato un collare cervicale, un accesso venoso e la maschera dell’ossigeno. Al momento dell’arrivo dell’elisoccorso Pegaso, che è atterrato nel campo sportivo Masini a poca distanza da via Ho Chi Minh, il bambino era già pronto per essere trasportato in ospedale. «La cosa più difficile è stata cercare di comunicare con la madre, che era sconvolta e non parlava nemmeno l’italiano. Per fortuna sul posto era presente la zia che ci ha aiutato, facendo da interprete», ha concluso l’infermiera soccorritrice. Ad accompagnare il piccolo di appena due anni in ospedale, infatti, è stata proprio la zia che è salita con lui in elicottero. Il bambino è stato trattenuto in ospedale in osservazione, per fortuna non corre pericolo di vita.

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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