Il Tirreno

Pontedera

Il presepe di Rossi forse emigrerà nel centro storico

Giacomo Pelfer
L'artista Mario Rossi accanto a una scena del presepe del 2014 (foto Silvi)
◗
L'artista Mario Rossi accanto a una scena del presepe del 2014 (foto Silvi)

La decisione dopo lo “sfratto” decretato dalla curia. L'anno scorso ci furono polemiche per i pastori gay. Deluso l’artista sanminiatese, sorpreso il nuovo vescovo

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Il posto dove realizzare il mega presepe in realtà ci sarebbe. Mario Rossi lo definisce «un luogo suggestivo, nel centro storico», messo a disposizione dall’amministrazione comunale. «Un luogo – dice – che meriterebbe anche di essere valorizzato», aggiungendo, però, di non voler rivelare di quale si tratta per non creare aspettative: «Non so se ce la farò – spiega – Ormai è un po’ tardi, e in questi anni ho speso soldi e tanta fatica. Senza un sostegno economico non credo di farcela».

Quel che è certo, è che il presepe artistico di Mario Rossi, quest’anno, non sarà ospitato nel seminario vescovile. Dopo una decina d’anni di collaborazione, infatti, la curia ha chiesto a Rossi di liberare i locali del seminario dove l’artista sanminiatese, ormai da 8 anni, alloggiava scenografie e attrezzature da un Natale all’altro. Un benservito, insomma, che risalirebbe ormai ad alcuni mesi fa, ma divenuto di dominio pubblico negli ultimi giorni quando è apparso evidente che il presepe non sarebbe stato realizzato. «Non so quale sia la ragione – dice Rossi – Mi è stato solo chiesto di liberare i locali perché non erano più idonei. Chiaramente mi è dispiaciuto, soprattutto se si considera che siamo nell’anno del Giubileo e a poche settimane dall’arrivo del nuovo vescovo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.10534253:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2014/12/20/news/presepe-san-miniato-1.10534253]]

A quanto pare, però, il rapporto tra Rossi e l’ambiente ecclesiastico sanminiatese sembra essersi incrinato da tempo. Ma la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, secondo molti, sarebbero state le polemiche sul presepe dello scorso anno, con quel messaggio “gay-friendly” che aveva portato la natività di Rossi all’onore delle cronache nazionali. Al centro della querelle due personaggi, due pastori che si tenevano per mano reggendo un cartello ispirato alle parole del Papa con l’invito a superare «la cultura dello scarto». Senza dubbio un messaggio positivo, in buona fede, ma che poteva apparire provocatorio e probabilmente fonte di imbarazzo se ospitato nelle stanze di un seminario vescovile. «Non so se la vera ragione sono state le polemiche dello scorso anno – risponde Rossi – Questo presepe ormai era diventato una specie di istituzione e solo lo scorso anno, grazie all’associazione “Terra dei Presepi”, aveva registrato circa 10mila visitatori. Il tutto realizzato con tanti sacrifici e l’aiuto di pochi amici, tra i quali anche l’artista Sauro Mori. È stato il sindaco a venirmi a trovare proponendomi un luogo alternativo, ma al momento non ho ancora deciso».

No comment, invece, dagli uffici della curia, anche se viene confermata la necessità di sgomberare i locali del seminario. A decidere le sorti del presepe, quindi, almeno dal prossimo anno, sarà probabilmente il nuovo vescovo Andrea Migliavacca che prenderà possesso della diocesi il 20 dicembre. Nell’attesa abbiamo provato a interpellarlo: «Non sapevo niente di queste polemiche sul presepe – risponde – anche se sinceramente sono curioso. Per adesso preferisco non esprimermi perché sarebbe poco responsabile e rischierei di essere inesatto. Quando arriverò a San Miniato non avrò problemi a dire la mia».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa