Lutto
I profughi impiegati nella manutenzione delle strade
POMARANCE. Hanno una tuta da lavoro blu, scarponi, e una casacca arancione fluorescente sulla quale è stampata una scritta: “Volontari per Pomarance”. Danno un aiuto volontario affiancando gli...
POMARANCE. Hanno una tuta da lavoro blu, scarponi, e una casacca arancione fluorescente sulla quale è stampata una scritta: “Volontari per Pomarance”. Danno un aiuto volontario affiancando gli operai del comune di Pomarance, per quattro ore al giorno, fino al 31 dicembre, nell’espletamento delle loro mansioni lavorative quotidiane: la pulizia delle strade, la manutenzione dell’arredo urbano, la verniciatura e la riparazione di materiale pubblico. Il più giovane è un ex meccanico, il meno giovane un ex studente universitario di scienze naturali, parlano francese, studiano l’italiano e sono entrambi della Costa d’Avorio. «Non potevamo stare senza far niente tutto il giorno, perciò abbiamo chiesto di renderci utili, e vorremo cercare di integrarci nella comunità che ci ospita» spiegano Hermann e Inza, rispettivamente 34 e 26 anni. I 2 ragazzi sono giunti in Italia al termine di un viaggio durato circa 2 anni, dopo aver percorso il deserto del Niger, l’inferno libico, e traversato il sempre più burrascoso Mar Mediterraneo. Sono arrivati a primavera del 2015 a Pomarance. L’Associazione Welcome in Valdicecina, che gestisce lo sportello immigrati in convenzione col comune di Pomarance, si è occupata di accompagnarli nel labirintico mondo della burocrazia italiana. Adesso danno una mano agli operatori dell’ufficio tecnico comunale, per Inza e Hermann è importante tanto più che la loro presenza sia evidenziata da un ente pubblico. «Ci troviamo bene – raccontano i due – tutti sono gentili e ci sentiamo meglio ad essere impegnati». «Si tratta di un’iniziativa di volontariato che parte direttamente da Hermann e Inza – racconta Chiara Molinari di Welcome in Valdicecina, e operatrice dello sportello immigrati del comune di Pomarance – che in questo momento con i documenti che hanno non possono lavorare, dato che la commissione competente sta attualmente valutando la loro situazione e il rilascio di un ulteriore permesso con il quale a quel punto potrebbero cercare un lavoro vero e proprio». Un modello di percorso integrativo che ha già dato buoni frutti a Pomarance.
Gianni Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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