Il Tirreno

Pontedera

Profughi, c’è preoccupazione si organizza un mega arrivo

Una struttura ricettiva della zona ha chiesto un preventivo a una cooperativa L’ipotesi in contrasto con l’accoglienza diffusa voluta da Regione e prefetture

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POMARANCE. «È vero, mi è stato chiesto un preventivo per la pulizia delle stanze e per la fornitura di tre pasti al giorno per decine di profughi. La richiesta risale a circa quindici giorni fa, ma ancora non ho ricevuto risposta». Graziano Liberatore, presidente della cooperativa Ciclat di Montecerboli conferma la voce che da alcuni giorni circola nella zona: qualcuno starebbe lavorando per portare un elevato numero di stranieri in fuga dai territori in cui si consumano le varie guerre che stanno sconvolgendo il mondo. E quel qualcuno sarebbe la proprietà di un noto agriturismo della zona.

Un’ipotesi impossibile da realizzarsi, visto che in Toscana le prefetture distribuiscono i profughi in maniera proporzionata alla popolazione. E poi la provincia di Pisa ha ribadito che il modello da seguire è quello dell’accoglienza diffusa, cioè per piccoli nuclei. E decine di profughi trasferiti in una piccola località come Pomarance stravolgerebbero totalmente questo principio. Malgrado questo contesto, da una nota struttura ricettiva è partita la richiesta alla Ciclat e ad altre cooperative del territorio per capire possibilità, ma soprattutto costi di una possibile operazione che preveda l’arrivo a Pomarance di decine di profughi da sistemare nelle varie strutture di questo agriturismo. «Mi è stato specificato che si sarebbe trattato di profughi - ha sottolineato Liberatore - e che il nostro compito sarebbe quello di pulire le camere e fornire pasti a colazione, pranzo e cena. Il tutto per cento persone, ma credo si trattasse di un numero indicativo». Dopo l’invio del preventivo non c’è ancora stata risposta. Il titolare dell’agriturismo, contattato per capire i dettagli di questa vicenda ha detto: «Questi sono fatti privati. E io non ho niente da commentare». Un suo collaboratore, invece, ha spiegato che «le informazioni sul tentativo di far arrivare profughi a Pomarance sono esatte, ma io ho abbandonato il progetto alcuni giorni fa».

Il sindaco Loris Martignoni ha sentito questa voce circolare in paese. «Ufficialmente nessuno ci ha comunicato niente - ha detto - É chiaro che, davanti all’arrivo di un così alto numero di profughi, vorremmo dire la nostra, perché comporterebbe un costo anche per la comunità. Noi non ci siamo mai tirati indietro di fronte all’accoglienza. Ma a patto che ci fosse un progetto di integrazione sociale e, soprattutto, sostenibile. Siamo, invece, contro a qualsiasi operazione che abbia un fine commerciale».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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