Gioco
La guerra dei metri tra due aziende dura oltre 10 anni
Una deroga a costruire rilasciata dal Comune finisce al Tar contro si ritrovano Crastan e la dirimpettaia Az imballaggi
PONTEDERA. Ci sono voluti dieci anni. Un ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, avviato nel 2005, si è concluso proprio in questi giorni. E alla fine un’azienda di Pontedera ha scoperto che quel ricorso non è accettabile perché arrivato in ridardo di un giorno (anche se la sentenza su questo sorvola) e perché le “lesioni paventate non emergono”. nel senso che, essendo il ricorso in materia urbanistica ed edificatorio, ogni aspetto indicato nel ricorso, non sarebbe venuto meno a causa dei provvedimenti impugnati.
La storia. Dieci lunghi anni di scartoffie e udienze. Tutto per una questione di centimetri.O meglio, di metri, che ha messo, una contro l’altra, due aziende di Pontedera.
In causa, ovviamente, è stato chiamato anche il Comune che, quelle autorizzazioni, le ha concesse.
Tutto è nato quando la Crastan, storica azienda pontederese, ha deciso di lasciare il suo stabilimento - dove trattava caffé e surrogati - per spostarsi in una zona più congeniale., a Gello, zona industriale in pieno Pip, piano degli insediamenti produttivi.
La Crastan, nel 2005 chiede - e ottiene - l’ampliamento del fabbricato.
Che gli viene concesso con una deroga al parametro dell’altezza media, portandola a nove metri.
L’Azienda Az imballaggi, con stabilimento adiacente alla Crastan, ha impugnato la delibera del Comune che contiene quella deroga.
Deroga che è stata giustificata dal tecnico incaricato dalla società con la necessità di aumentare la produzione del caffé e accrescere anche la sicurezza dei lavoratori.
Questo attraverso un magazzino robotizzano che consente maggiore capacità di stoccaccio e riduce la possibilità di incidenti durante le fasi di carico e scarico.
Nel ricorso, la Az imballaggi - che si occupa della commercializzazione di espansi, materie plastiche e imballaggi, sottolinea che la Crastan, situata in un fabbricato adiacente all’immobile che ospita l’azienda di imballaggi, avrebbe alzato l’altezza del suo magazzino robotizzato fino al massimo di 19,70 metri, contro i nove metri che sono il massimo previsto.
Comune e Crasta che si sono costituiti in resistenza, asserivano che il ricorso sarebbe irricevibile per tardività e per carenza di interesse, in quanto la ricorrente non sarebbe ostacolata dall’altezza maggiore.
Elementi che anche il Tar ha ritenuto essenziali per deliberare l’inammissibilità del ricorso e condannare la Az imballaggi alla rifusione delle spese di lite nei confronti di Crastan e Comune di Pontedera, per quattromila euro.
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