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I piccoli azionisti di Cdc denunciano gli amministratori

I piccoli azionisti di Cdc denunciano gli amministratori

PONTEDERA. «Dopo 21 mesi di attività, Cidici ha chiesto il fallimento. Una sorte avversa o era già tutto previsto?». È la domanda pesante come un macigno che pongono i piccoli azionisti di Cdc che...

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PONTEDERA. «Dopo 21 mesi di attività, Cidici ha chiesto il fallimento. Una sorte avversa o era già tutto previsto?». È la domanda pesante come un macigno che pongono i piccoli azionisti di Cdc che hanno presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Pisa, ipotizzando responsabilità penale degli amministratori di Cdc Point.

Il tutto mentre si prepara l’adunanza dei creditori in programma al Tribunale di Pisa il prossimo 14 gennaio. «Il fallimento di Cidici - scrivono i piccoli azionisti - trascina con sé la speranza che i creditori di Cdc Point avevano riposto nel concordato».

Sono oltre un centinaio le persone coinvolte in quello che definiscono «un caso Parmalat in provincia di Pisa». Nella nota inviata spiegano che, col fallimento di Cidici, «ai piccoli azionisti di Cdc Point che hanno visto svanire nel nulla la fiducia e i propri soldi riposti nella società, si aggiungono i creditori della stessa, convinti che il piano di concordato, che Cidici doveva portare avanti per dieci anni, avrebbe funzionato».

Nella nota si riepilogano i vari passaggi societari di Cdc Point Spa, dal momento della costituzione datata 16 aprile 1993, e della controllante Cdc srl, citando la quotazione in Borsa risalente all’anno 2000, quando le azioni valevano 34 euro ciascuna, fino all’ultimo giorno di trattazione del titolo, con le azioni di Cdc Point scese al valore di 0,42 euro.

Tra i passaggi citati quello del 10 giugno 2013, quando il Tribunale di Pisa ha ammesso Cdc Point al concordato preventivo con continuità aziendale. In quel frangente, il commissario giudiziale, Roberto Dell’Omodame ha ritenuto «che il piano industriale è fattibile e conveniente e che in dieci anni avrebbe ripagato i creditori di Cdc Point così come stabilito nella proposta di concordato. Invece, il 17 settembre 2015 Cidici fallisce. E oltre agli azionisti di Cdc Point, che avevano già perso tutto al momento in cui la società ha chiesto di essere ammessa al concordato preventivo, anche i creditori non recupereranno più nulla, perché ormai le revocatorie non possono più essere azionate».

A questi temi dovrà ora rispondere il Tribunale di Pisa, attraverso la Procura a cui è stata presentata denuncia e il curatore fallimentare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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