Il Tirreno

Pontedera

«La legalità non sia retorica o la mafia avrà vita facile»

di Emilia Lacroce
«La legalità non sia retorica o la mafia avrà vita facile»

Don Ciotti visita il centro Madre Teresa di Perignano davanti a tanti giovani Il fondatore di Libera: «Gli attacchi a Parigi devono graffiare le nostre coscienze»

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PERIGNANO. È la musica ad accogliere don Ciotti nella sala gremita del centro “Madre Teresa di Calcutta” di Perignano: le note del cantautore Alfonso De Pietro ricordano i sacrifici di don Pino Puglisi e don Peppe Diana, uccisi rispettivamente nel 1993 e nel 1994 da mano mafiosa. Don Armando Zappolini, parroco di Perignano, ha ringraziato don Luigi Ciotti per le sue numerose visite nella provincia pisana, ricordando l'impegno di Libera e Avviso Pubblico (enti locali per la formazione civile contro le mafie) sul territorio. «Quello che facciamo ci riempie la vita. Quando si sta accanto ad amministratori onesti che sui territori contrastano l'illegalità, quando coltiviamo i terreni confiscati alle mafie, siamo felici».

Il primo pensiero di don Ciotti è andato alla tragedia di Parigi: «Solo dolore, tanto dolore. Ciò che succede deve suscitarci tante domande, non risposte. C'è bisogno di ascolto, di dialogo, che la politica internazionale si metta veramente in gioco. In una giornata come questa c'è bisogno di gridare con forza il bisogno di pace che ha la nostra Terra. Dire pace vuol dire giustizia sociale». Tanti i riferimenti al nuovo corso di papa Francesco: «Un anno fa a Redipuglia il Papa parlò della terza guerra mondiale. Era un segnale chiaro e categorico. C'è chi lo ha accolto e chi no. La ferita dovuta agli attacchi terroristici di Parigi deve graffiare le nostre coscienze. Non basta commuoversi, bisogna muoversi di più tutti, veramente. Lo squilibro economico e l'ingiustizia sociale sono una miscela esplosiva».

Il lungo intervento di don Ciotti è stato guidato dalle domande dei ragazzi di Perignano: tanti i ricordi alle vittime della violenza mafiosa, alle parole forti del pontefice contro il malaffare, le riflessioni sulla lotta alla corruzione. E poi il discorso si è spostato sulla storia di Libera, l'associazione da lui fondata, che quest'anno compie vent'anni vissuti fra memoria e impegno.

Infine, don Ciotti ha parlato dell'attualità italiana: «Le mafie oggi hanno bisogno di una nuova comprensione. Hanno la continuità nel cambiamento, sanno adattarsi molto velocemente alle trasformazioni della società. Troviamo le mafie dove meno ce l'aspettiamo. In questo periodo troviamo una nuova commistione mai raggiunta prima, a volte con la politica, a volte con le realtà imprenditoriali. Il vero problema – ha concluso Ciotti – sono i poteri legali che si muovono illegalmente nel nostro Paese. La corruzione è l'incubatrice del potere mafioso. Prevenirla è fondamentale. Ma se la legalità diventa retorica, si rischia di svuotare tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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