Il Tirreno

Pontedera

L’Ispettorato antifrodi chiede la tracciabilità

L’Ispettorato antifrodi chiede la tracciabilità

Incontro nella sala del Bastione, l’obiettivo è quello di difendere la qualità e la filiera locale

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Da un lato c’è la volontà di tutelare il consumatore. Dall’altro la legittima necessità di difendere la filiera, evitando che il tartufo delle colline sanminiatesi finisca lontano da San Miniato, magari arrivando in vendita o sulle tavole dei ristoranti sotto una denominazione diversa.

È un tema delicato quello della tracciabilità del tartufo, affrontato giovedì pomeriggio in un incontro nella sala del Bastione, alla presenza dell’Ispettorato antifrodi del Ministero dell’agricoltura, insieme a personale dell’Usl 11 e dell’Usl 5. Un incontro scaturito dall’allarme lanciato dallo stesso Ispettorato antifrodi (e ripreso da Confcommercio Pisa) che nelle scorse settimane aveva raccontato di aver ricevuto segnalazioni in merito all’ingresso in Italia di tartufi provenienti da paesi dell’Est e dal Marocco. Da qui la richiesta di una maggiore tracciabilità del prodotto, in base alle direttive della legge 50 del 2005 che ad oggi risulta scarsamente applicata. Il tema, però, preoccupa in modo particolare i commercianti di tartufi. «Il nodo di tutti i problemi - spiega l’assessore Giacomo Gozzini - nasce dalla mancanza di una tracciabilità fiscale del tartufo, che rende impossibile per il commerciante avere la documentazione che ne attesti la provenienza.

I commercianti, quindi, di fronte ad una richiesta di regolamentazione che arriva dall’ispettorato antifrodi di Pisa, è che i cercatori di tartufo delle colline sanminiatesi finiscano per vendere il prodotto ad altri acquirenti e in altri territori. Questo perché il nostro è un tartufo di ottima qualità e vanta quindi un buon mercato. C’è bisogno pertanto di regole condivise omogenee per tutti, almeno a livello regionale e magari anche nazionale”. Non a caso, i commercianti di tartufi si erano presentati all’incontro portando con sé anche un paio di avvocati.

L’ispettorato antifrodi, ad ogni modo, aveva paventato in un primo momento la possibilità di controlli nel corso della mostra mercato.

Da qui l’allarme dell’amministrazione comunale, che con il sindaco Vittorio Gabbanini ha chiesto e ottenuto di rinviare la questione al termine della manifestazione, con i tempi giusti e con la dovuta calma, in vista di un nuovo incontro da fissare per il mese di gennaio. (g.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web