Finanza
«Ostaggio della burocrazia» Protesta un’imprenditrice
Serena Citi, 24 anni, ha investito tutto in un bar enoteca a Vicopisano ma finora le è stato impedito di installare una pedana all’esterno del locale
VICOPISANO. Una storia di ordinaria burocrazia che rischia di creare danni all’attività economica gestita da una giovane. A raccontarla è Serena Citi, 24 anni, di Vicopisano. La sua - al di là dei dettagli del caso specifico a cui le istituzioni dovranno dare comunque una risposta - è una storia in cui molti possono riconoscersi, a dimostrazione di come questo Paese sia asfissiato dalla burocrazia.
«Sono un’imprenditrice che ha voluto mettersi in gioco aprendo a marzo di quest’anno un bar - enoteca - pub nel borgo medievale di Vicopisano - racconta Citi - Il luogo che scelto per avviare l'attività è piccolo, tant'è che all'interno ho soltanto pochi posti a sedere. Per questo motivo la giunta comunale mi aveva promesso che avrei potuto installare una pedana all’esterno».
«Ad oggi - sottolinea la ragazza - dopo molteplici sollecitazioni da parte del mio tecnico e dopo aver speso molti soldi per questioni burocratiche, non ho ancora ricevuto una risposta positiva da parte della Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio per la provincia di Pisa, in quanto la pedana dovrebbe sorgere vicino alla Torre Malanima, di fronte alla mia attività».
«Dalla Soprintendenza - incalza la giovane imprenditrice - ho invece ricevuto solo scusanti, tra cui: la strada è troppo stretta e deve pur passarci un'ambulanza; la torre Malanima versa in condizioni pericolose (per cui è stato installato un ponteggio da circa tre anni che impedisce la caduta delle pietre sull'asfalto); su un lato della Torre vi è insediata l'edera che regge la struttura e pertanto è impossibile tagliarla e/o pulire il vicolo adiacente; la pedana che ho richiesto di installare coprirebbe la visibilità della Torre; la pedana dovrebbe rimanere nel luogo scelto per circa nove mesi, ma è troppo tempo».
«Purtroppo - conclude con amarezza la giovane - senza questa pedana sono costretta a sospendere la mia attività, perlomeno nel periodo invernale. I politici si lamentano di noi giovani che non abbiamo voglia di lavorare: invece io, che ho investito tutto quello che avevo in questa attività, mi ritrovo senza agevolazioni e con i bastoni tra le ruote».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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