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«Il polo sanitario andava costruito nella zona Coop»

MARIA A MONTE. Le segreterie dei partiti di sinistra tornano ad essere unite dopo quindici anni per lavorare in sinergia su progetti di interesse collettivo nel territorio comunale. La decisione di...

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MARIA A MONTE. Le segreterie dei partiti di sinistra tornano ad essere unite dopo quindici anni per lavorare in sinergia su progetti di interesse collettivo nel territorio comunale. La decisione di Rifondazione Comunista, dei Comunisti italiani e di Sinistra ecologia e libertà nasce dalla volontà di creare un’alternativa politica sia rispetto al Partito democratico, sia rispetto alla maggioranza in carica.

«Il nostro obiettivo principale è quello di ricominciare a fare politica “alla vecchia maniera”, partendo dalla base della società e dall’ascolto delle persone. L’impressione che abbiamo, invece, è che si continui a proporre alla popolazione dei progetti soltanto in una fase successiva all’avvenuta approvazione», dice Eros Cavallini, segretario di Rifondazione comunista. Al centro della polemica dei partiti di sinistra, infatti, c’è proprio la decisione dell’amministrazione Parrella di costruire una nuova sede del polo socio-sanitario nei locali degli ex macelli.

«Condividiamo l’idea di realizzare una struttura pubblica che offra un servizio in più ai cittadini, ma non possiamo essere d’accordo con la scelta della posizione. Il problema principale è quello dello spazio per il parcheggio, difficile da trovare nella zona degli ex macelli. Una proposta migliore sarebbe stata quella di realizzare la nuova casa della salute a Ponticelli, nella zona della Coop, in modo da rendere la struttura più accessibile a tutti», aggiunge Cavallini.

«Soltanto nella zona della Coop possiamo avere l’opportunità di ampliare il servizio, secondo un’ottica di investimento nel settore sanitario che non corrisponde alla predominante linea dei tagli», aggiunge il segretario dei Comunisti italiani, Gerardo Esposito.

«Realizzare una struttura nuova, più moderna, in un punto maggiormente accessibile sarebbe stato un modo per tutelare tutta la cittadinanza e non solo di una parte di elettorato. Nell’area degli ex macelli avremmo potuto realizzare un parco giochi per i bambini del capoluogo, di cui c’è ancora tanto bisogno», conclude Cristiano Nuti, di Rifondazione comunista.

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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