Sicurezza
Sciopero alla Piaggio contro programmazione produttiva e calcolo dei ratei della tredicesima
Pontedera: alcuni operai e delegati di Fiom Cgil nella Rsu hanno indetto l'astensione dal lavoro e un'assemblea alle 15 di venerdì 13 novembre
PONTEDERA. Uno sciopero alla Piaggio di Pontedera, dalle 15 di venerdì 13 novembre, è stato indetto da un gruppo di lavoratori e dellegati della Rsu in quota Fiom Cgil per protestare contro alcuni comportamenti dell'azienda rispetto alla programmazione della produzione (e quindi delle chiusure della fabbrica) e contro una condotta del sindacato per quanto riguarda i ratei della tredicesima.
Claudio Bardi, Simone Bagnoli e Simone Selmi, i lavoratori che hanno firmato la comunicazione con cui hanno indetto lo sciopero, spiegano che non ci saranno manifestazioni esterne allo stabilimento, ma che ci sarà una assemblea interna per discutere dei problemi sollevati con questo sciopero. "Ancora una volta gli operai vengono umiliati da azienda e sindacati. Dopo la firma sull’accordo all’Unione industriale pisana - si legge nella nota - sono stati fatti due piani organizzati".
Si tratta dei cosiddetti p.o. con cui Piaggio comunica ai sindacati la programmazione produttiva ogni mese, ma che per questo mese di novembre è stata spezzata in due parti. "E, come se non bastasse il 27 novembre ne verrà fatto un terzo, nel quale verrà comunicata la data di rientro e la maturazione di ratei - proseguono i lavoratori - Scelta strana quella della data visto che quel giorno saremo tutti a casa e finalmente la Piaggio con i propri servi deciderà del nostro futuro. Noi non ci fidiamo più pretendiamo che l’azienda parli chiaro con gli operai che hanno il diritto di avere un piano programmatico lungo non più variazioni settimanali. Ma soprattutto abbiamo bisogno di un nuovo sindacato che si schieri esclusivamente dalla parte degli operai e che ci restituisca la dignitàche negli anni ci è stata tolta. Chiediamo una vera trattativa che riguardi la maturazione dei ratei nella quale non si usino più i permessi dei lavoratori, ma una reale riduzione di orario che permetta una produzione più continuativa durante l’anno".
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