Il dolore
L’Arci anima il quartiere stazione
Dalle 17 l’associazione lancia l’iniziativa “Pontedera non è il far west”
PONTEDERA. Se le squadre di sentinelle composte da volontari delle associazioni continueranno a passeggiare nelle strade di alcuni quartieri pronte a segnalare alle forze di polizia situazioni che possano richiedere il loro intervento, anche l’Arci Valdera vuole fare la sua parte. Non tanto portando sulla strada i propri operatori, cioè impegnandoli direttamente nei progetti, ma con un’iniziativa che sia una presenza positiva nel quartiere della stazione ferroviaria. “Pontedera non è il far west”. «Questa tempo fa era stata la nostra prima reazione a chi, sul quartiere stazione come per qualunque altra parte della città, soffia sulla paura della gente». A tutto questo l’Arci ha opposto e «opporrà sempre un’idea di città totalmente differente, in cui la prossimità e le relazioni siano al centro, in cui scegliamo di stare vicino all'altro, di ascoltarlo e incontrarlo». Proprio per questo oggi, a partire dalle 17, ci attiveremo per «lanciare la nostra idea di città: Pontedera è un luogo comune. Una campagna identitaria, nata per stimolare il cuore e per porsi tutti insieme il problema di un futuro tutto da immaginare, chiederci che comunità desideriamo per la nostra famiglia e per i nostri figli. Uno spazio tutto da vivere e costruire senza cedere alla paura o cadere nelle trappole di chi ci vorrebbe chiusi e l'uno contro l'altro. Tutto questo lo faremo a partire proprio da quel quartiere, di fronte alla stazione dove “tutto” è iniziato».
«Lo faremo - prosegue la nota dell’Arci - nella maniera che conosciamo meglio, animando quella piazza per un pomeriggio, comunicando con tutta la carica di allegria di cui siamo capaci. Tutto questo perché “Pontedera è un luogo comune” in quanto spazio da condividere, da vivere insieme e far crescere. Idee concrete che fin da subito metteremo a disposizione con tutta la nostra esperienza ed i nostri volontari: momenti di socialità e di festa nel quartiere; progetti sul vivere insieme alla stazione, in cui tutti possano dire la loro sulle buone regole di convivenza; momenti di incontro sulle paure urbane e sulla percezione di sicurezza e insicurezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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