Lutto
Bolognesi, quarant’anni di radio
Lunedì Maurizio e la sorella Marilena festeggeranno al Sombrero
CASTELFRANCO. Era il 15 novembre del 1975. Dalla prima sede di via Leonardo da Vinci a Castelfranco cominciavano le trasmissioni di quella che all'epoca si chiamava Radio Pisa. Iniziava da lì l'avventura di quella che pochi anni dopo sarebbe diventata la storica emittente Radio Quattro, oggi portata avanti col nuovo nome di Radio Bruno dopo il “matrimonio” con il network emiliano. Un'avventura radiofonica che oggi festeggia quarant'anni di vita, con una festa in programma lunedì sera al dancing Sombrero di San Miniato Basso.
«Non sarà la festa di Radio Bruno, ma piuttosto un omaggio ai quarant'anni di attività della nostra famiglia in campo radiofonico», precisa Maurizio Bolognesi, direttore e speaker di Radio Bruno Toscana che da anni porta avanti l'attività radiofonica insieme alla sorella Marilena. Un'avventura nata dalla scommessa di Remo e Franco Bolognesi, che insieme a Mario Comparini dettero il via ad un percorso imprenditoriale costellato di successi e soddisfazioni. Alla serata di lunedì, in programma dalle 21,30, sono stanti invitati tutti gli speaker e i personaggi che hanno accompagnato lo storia della radio.
«Sarà una serata di festa e di ricordi, con un video di 20 minuti che ripercorrerà la storia dei quarant'anni di radio», spiega Bolognesi, che precisa di aver delegato l'organizzazione della serata ai figli e ai nipoti: la terza generazione che ormai sta seguendo le orme dei nonni e dei genitori. Per l'occasione sarà anche allestita una mostra fotografica, mentre i maestri pasticcieri di Orentano hanno preparato un dolcione con impressi i tre loghi di Radio Pisa, Radio Quattro e Radio Bruno. Alla serata interverranno anche gli speaker della neonata redazione fiorentina.
«È proprio questo traguardo che mi ha spinto ad organizzare la festa – aggiunge Bolognesi -. Raggiungere da protagonisti una grande città come Firenze è sempre stato uno dei sogni di mio padre e di mio zio fin da quando fondarono la radio nel '75. L'iniziativa vuole essere soprattutto un omaggio nei loro confronti».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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