Il Tirreno

Pontedera

il processo

Sessant’anni di carcere per prostituzione

Luca Tronchetti

Nove i condannati. C’è anche un anziano di Staffoli considerato uno dei reclutatori delle ragazze

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STAFFOLI. Nove condanne per complessivi sessant’anni di reclusione e 13.500 euro di multa nei confronti di un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Dopo cinque anni dagli arresti operati dai carabinieri di organizzatori, gestori e dipendenti di night club di Altopascio, Lunata e Viareggio il collegio giudicante (presidente Billet, a latere Silvestri e Vanni) ha riconosciuto la colpevolezza dei vertici dell’organizzazione che invece sono stati prosciolti per quanto riguarda l’accusa di immigrazione clandestina.

Un’organizzazione verticistica. Nell’operazione «Piper» iniziata nel settembre 2010 e condotta dal sostituto procuratore Fabio Origlio i militari del reparto investigativo avevano scoperto in Estonia la centrale delle giovani straniere dell’Est Europa destinate al mercato della prostituzione in Italia e nel caso di specie in Lucchesia.

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Al vertice c’erano padre e figli Igor, Edgar e Stanislav Pokutinski - solo l’ultimo, oggi 32 anni, è finito in manette, gli altri erano lontani dall’Italia - ritenuti i reclutatori delle giovani ragazze poi indotte a prostituirsi che i giudici hanno condannato a sette anni e mezzo di reclusione e 7.500 euro di multa ciascuno. Stessa condanna con il vincolo associativo anche per Renzo Segnalini, 72 anni, pensionato, residente a Staffoli, anche lui ritenuto uno dei reclutatori che avviava al meretricio le ragazze che con la promessa di un lavoro nel mondo dello spettacolo finivano nei night club a disposizione dei clienti.

Le altre condanne. Per un’altra vicenda legata allo sfruttamento della prostituzione e unificata alla prima condanna a 6 anni di reclusione e 6.500 euro di multa Francesco Ceriello, 59 anni, e Giuseppe Valente, 61 anni, entrambi di Montecatini, all’epoca dei fatti rispettivamente gestore del night club «All In» di Altopascio e «Crazy Horse» di Lunata, Raffaello Collatini, 69 anni, residente ad Arezzo, all’epoca dei fatti gestore del locale notturno «Moulin Rouge» a Viareggio. Stessa condanna anche per due donne dell’Est Europa legate allo sfruttamento della prostituzione: Tatyana Nossonkina, 53 anni, kazaka, moglie dell’ex gestore Mouline Rouge e Tetyana Hunya, 52 anni, ucraina, l’allora cassiera dell’All In. Per i 9 condannati è scattata anche la pena accessoria dell’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente per la durata della pena. I legali dei condannati presenteranno ricorso in Appello.

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