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Pontedera

il caso

Villa milionaria contesa: nuovi guai per l’infermiere

Sabrina Chiellini
Un'aula di giustizia
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Un'aula di giustizia

L’uomo è già stato condannato in primo grado per avere falsificato il testamento. Ora è rinviato a giudizio per il reato di calunnia e di violazione di domicilio

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PONTEDERA. Dovrà affrontare un nuovo processo l’infermiere di Pontedera, Santo Balfino, 61 anni, nato in Etiopia, finito al centro di una lunga battaglia giudiziaria dopo che gli eredi di Fiorenza Pierotti, proprietaria di una villa con 19 stanze, si sono resi conto che qualcosa non tornava nel testamento della pensionata.

L’immobile da due milioni di euro resta ancora nella disponibilità dell’infermiere, anche se quest’ultimo avrebbe ottenuto la villa grazie ad un falso testamento. Accusa, questa, che lo ha portato a una condanna, dopo essere stato riconosciuto colpevole del reato di falso in scrittura privata.

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Ora l’infermiere è stato rinviato a giudizio – il processo inizierà il 9 dicembre in tribunale a Pisa – per i reati di calunnia e di violazione di domicilio. I fatti risalgono all’estate 2010 quando la storia del falso testamento - Balfino è stato condannato in primo grado e ora il suo legale sta preparando il ricorso in appello - cominciava ormai a profilarsi, dopo che i nipoti avevano presentato una prima querela nei confronti dell’infermiere che aveva conosciuto la proprietaria della villa quando era già anziana e in alcune occasioni si era occupato di lei.

Paolo Pierotti, nipote ed erede della defunta proprietaria della villa, si era rivolto ai carabinieri e aveva querelato Balfino ritenendo che quest’ultimo avesse lo avesse falsamente accusato (da qui la denuncia per calunnia) di essere entrato nella villa contro la sua volontà. In realtà, come poi è stato dimostrato nelle varie udienze del primo processo penale, lui sapeva che quella villa non gli era stata lasciata in eredità. E al tempo stesso l’infermiere dovrà difendersi dall’accusa di violazione di domicilio in quanto ha preso possesso (dal 30 giugno 2010)della villa contro la volontà dell’erede, l’avvocato Pierotti.

Si registra dunque una nuova puntata, tra processi penali e civili (quest’ultimo procedimento presto andrà a sentenza) per una storia che sembra tutt’altro che conclusa, anche se la prima sentenza penale è sfavorevole a Balfino. Di fatto, anche a distanza di anni, l’immobile di valore non è ancora nella disponibilità degli eredi Pierotti.

L'infermiere era già finito al centro delle cronache, dopo che il Comune aveva avviato verifiche per capire se chi vive in alloggi popolari ha i requisti per restarvi. Pur avendo ereditato la villa (sia pure in una maniera illecita, secondo il giudice che lo ha condannato per il falso testamento) in un quartiere residenziale della città, aveva mantenuto anche la casa popolare che poi gli è stata revocata.
 

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