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Sesso imposto alla moglie: condannato

Sesso imposto alla moglie: condannato

PISA. Tre anni per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della moglie. È la condanna inflitta a un 37enne, residente in provincia, per il quale il pubblico ministero Flavia...

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PISA. Tre anni per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della moglie. È la condanna inflitta a un 37enne, residente in provincia, per il quale il pubblico ministero Flavia Alemi aveva chiesto una pena di 7 anni.

Si è chiuso ieri davanti al primo collegio (presidente Murano, a latere Poggi e Miriani) il processo durante il quale sono andati in scena ascesa e declino di un matrimonio finito con denunce e referti medici presentati dalla donna, stanca di una vita di coppia dove, è stato ricordato in aula, alla violenza fisica veniva aggiunta anche quella psicologica.

Il Tribunale ha anche disposto una provvisionale di 10.000 euro a favore della parte civile, rappresentata dall'avvocato Elisa Monciatti, rimandando in sede civile l'importo definitivo per il risarcimento dei danni. L'imputato, (omettiamo il nome per tutelare la parte civile e la figlia minore della coppia, ndr) difeso dagli avvocati Michela Simoncini e Alessandro Lambertucci, era accusato di aver picchiato e vessato la moglie anche e soprattutto a livello psicologico, imponendole pure una sudditanza economica. Episodi ripetuti nel tempo, almeno dal 2010 al 2012, fino alla decisione di lasciare il marito accompagnando la scelta con più querele. Nella sua requisitoria il pm ha chiesto una condanna a 7 anni. Sulla violenza sessuale la corte ha riconosciuto la fattispecie prevista dal terzo comma per i casi di minore gravità.

Le contestazioni mosse all’imputato riguardavano episodi avvenuti durante e dopo la fine del matrimonio. Secondo l'accusa l’imputato, per almeno due anni, avrebbe infierito sull’allora moglie. Non solo urla e litigi per fatti banali e comuni in discussioni domestiche. In alcune circostanze l'imputato avrebbe anche costretto la donna a sottomettersi a rapporti sessuali non consensuali e a subire una serie di rimproveri violenti degenerati, stando alla Procura, anche in lesioni fatte poi refertare al pronto soccorso dalla vittima. Certificati medici prodotti dalla parte civile e allegati al fascicolo del procedimento penale. Un calvario da cui ora la donna è uscita grazie anche all'associazione "Frida" di San Miniato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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