Sicurezza
«Palazzo Pretorio, occasione per la città»
Parla Daniele Bini, di City Group srl, l’unica società che ha risposto al bando per la ristrutturazione
PONTEDERA. «Se fossero state presentate tre o quattro domande per la ristrutturazione di Palazzo Pretorio sarebbe stato meglio, ma anche da soli abbiamo intenzione d’investire sulle potenzialità di Pontedera. Perché è il momento di rilanciare questa città». Daniele Bini è uno dei soci della City Group srl, l’unica che ha risposto al bando del Comune per regalare una seconda vita allo storico palazzo. Che poi, non si può certo parlare di regalo, visto l’investimento di 750mila euro.
A tanto, infatti, ammonta la cifra necessaria per poter usufruire della convenzione di 30 anni tra l’amministrazione comunale e la società che si aggiudicherà il bando. Nello specifico, 650mila euro per la ristrutturazione e 100mila per l’acquisto degli arredi. Al piano terra dovrebbe sorgere un bar-ristorante, al primo piano l’area dedicata agli eventi culturali, col trasferimento della sala Otello Cirri e l’obbligo di organizzare tra i cinque e i sei eventi all’anno, mentre il secondo piano ospiterà gli uffici del giudice di pace, attualmente in via Gotti.
La commissione messa in piedi dal Comune sta analizzando la proposta, dopo aver aperto la busta e giudicato ammissibile la documentazione. In questi giorni si sta discutendo del progetto vero e proprio. «In quindici, venti giorni dovremmo sapere l’esito della valutazione», riprende Bini che negli ultimi anni è stato tra gli imprenditori che hanno fatto nascere attività commerciali come Amalia Laghi, il ristorante La patata bollente, il bar del Cineplex, al cui posto, poi, è sorto il Burger King, il locale all’aperto alle Tre campane, Viola bacia tutti, ristorante giapponese Kaouru, in via Pisana, dove prima c’era un’altra sua creazione, il bar Caterina.
Insieme a lui, altri imprenditori della zona che si propongono per una ristrutturazione che non appare semplice. «Più che altro è il periodo a rendere così questa operazione - dice ancora Daniele Bini - Ma è anche vero che se nessuno investe, una città come Pontedera, abituata ad alti livelli di scambi commerciali e a un’ottima distribuzione della ricchezza tra i suoi abitanti, rischia di morire. Crediamo che, invece, sia proprio questo il momento d’investire per chi ne ha la possibilità e provare a lanciare un segnale positivo a tutti». (a.q.)
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