Lutto
«Non ho pensato ai rischi, ma a salvare lo zaino e i soldi»
Parla la titolare della tabaccheria a San Giorgio di Cascina che ha affrontato un malvivente e recuperato la refurtiva
CASCINA. «Non ho pensato ai rischi, in quel momento volevo solo salvare le mie cose. L’incasso e il pc. Il ladro ha preso il modem del computer ma l’ho costretto a lasciare quasi tutto». Laura Cantini, 42 anni, di Orciano, è la titolare della tabaccheria di San Giorgio di Cascina che sabato sera ha messo in fuga un ladro. Lo ha inseguito a piedi, lo ha strattonato facendolo cadere da un ciclmotore con cui si stava dando alla fuga. Infine gli ha strappato dalle mani quasi tutta la refurtiva. Lei non voleva arrendersi a subire un furto. Lei, prima di fare la commerciante, lavorava come operaia in un’azienda di Collesalvetti. È stata licenziata, in quanto l’azienda ha avuto problemi dovuti alla crisi, e così ha deciso di aprire un’attività commerciale. «Non so nemmeno io, se mi metto a pensarci bene, come ho fatto ad avere quella reazione. Paura? Non subito. Solo dopo quando ho cominciato a realizzare quello che era successo. All’inizio ho pensato solo a salvare le mie cose e l’incasso. Lavoro in questa attività da maggio, l’ho rilevata con grandi sacrifici. Quando ho visto che volevano rubarmi l’incasso ho pensato a quanto sia difficile fare quadrare i conti ogni mese. Ho reagito d’istinto, quasi senza rendermene conto».
Laura è stata davvero coraggiosa. Ieri i clienti, in molti hanno saputo del suo “incontro” con un malvivente, le hanno manifestato solidarietà. All’ingresso della tabaccheria, nel centro del paese e davanti alla chiesa, c’è un cartello che dice chiaramente di quanto non sia facile per i piccoli commercianti avere con la paura che dietro a quello che all’apparenza potrebbe essere un cliente si possa nascondere un ladro o un rapinatore. Il cartello dice chiaramente: «Non si può entrare in questo negozio indossando il casco».
Ma sabato sera il ladro ha atteso la commerciante al parcheggio davanti alla chiesa. Appena lei è salita in auto e si è messa alla guida lui ha aperto lo sportello del passeggero e ha preso uno zaino e una borsa con il pc. «C’era la nebbia e davanti al bar vicino alla chiesa o per strada non c’era anima viva. L’ho inseguito e quando l’ho fatto cadere per terra lui mi ha trascinato. Cercava di aggredirmi, ci ho rimesso anche un paio di occhiali nuovi da vista che si sono rotti. Ma l’ho fermato». Il malvivente, alto circa 1 metro e 70, indossava casco e passamontagna per non farsi riconoscere. Aveva studiato il colpo: aveva parcheggiato il ciclomotore, poi risultato rubato a Pisa, lungo la strada che porta verso via Macerata. Quando si è visto nei guai ha abbandonato tutto ed è fuggito a piedi. «Poi sono entrata nel bar e ho chiesto aiuto– racconta la donna originaria di Livorno e residente a Orciano – prima non sono riuscita a chiamare i carabinieri. Non c’era tempo, o recuperavo le mie cose o telefonavo al 112. Sono istanti in cui è davvero difficile mettersi a pensare». La donna è poi andata al pronto soccorso di Cisanello dove le sono state riscontrate lesioni e contusioni giudicate guaribili in sette giorni. «Ora ho paura, spero che quell’uomo non si ripresenti. Nel frattempo dovrò cambiare le mie abitudini».
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