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A Camp Darby decine di posti sono a rischio

PISA. Dopo l’annuncio degli esuberi, scattano gli appelli alle istituzioni per fermare decine di licenziamenti. Il coordinamento nazionale Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil delle basi militari Usa in...

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PISA. Dopo l’annuncio degli esuberi, scattano gli appelli alle istituzioni per fermare decine di licenziamenti. Il coordinamento nazionale Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil delle basi militari Usa in Italia, riunitosi per definire e programmare le iniziative da intraprendere per contrastare la dichiarazione degli esuberi annunciati dalle forze armate americane che saranno effettuati a Camp Darby, chiede un tavolo di confronto con l’ambasciata americana ed incontri al ministero della Difesa, al ministero degli Interni e alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Dal 2012 a Camp Darby è iniziata una lenta dismissione che negli «anni ha avuto pesanti ricadute sull'occupazione», sottolinea Vittorio Salsedo, segretario generale della Fisascat-Cisl di Pisa. L’ultima manovra mette a rischio oltre trenta posti di lavoro. In particolare, colpirà il personale italiano (quattro tra amministrativi ed assistenti) impiegato nella clinica medica della base, che chiuderà i battenti il 29 gennaio, tre dipendenti addetti a un grande magazzino che andranno a casa entro fine mese ed altri 24 tra personale amministrativo ed operai che lasceranno la base entro settembre 2016.

«È indispensabile - prosegue Salsedo - cercare tutte le possibili soluzioni di ricollocamento ed in particolare bisogna prevedere per tutti i lavoratori licenziati per riduzione di personale un’adeguata ricollocazione all’interno delle basi nelle posizioni che si rendono man mano libere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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