La manifestazione
Pochi poliziotti e i controlli non bastano
Anche i sindacati degli agenti chiedono di potenziare il commissariato a Pontedera
PONTEDERA. I numeri dei reati non sono ancora a livelli allarmanti. Ma anche le forze di polizia ammettono una certa recrudescenza di alcuni fenomeni criminali che destano allarme sociale e di conseguenza incidono direttamente sulla percezione della sicurezza.
Detto ciò, è evidente che, quando tra gli amministratori comunali di Pontedera è circolata voce della difficoltà di organizzare un vero coordinamento dei servizi di controllo, si è alzato il livello di attenzione.
La notte in cui i ladri con un carro attrezzi hanno sradicato lo sportello bancomat della Cassa di Risparmio di Volterra, lungo la Tosco Romagnola, vicino al centro commerciale Le Botteghe, non c’era una pattuglia che fosse impegnata nell’esclusivo controllo di Pontedera. In servizio c’era, però, la Radiomobile della compagnia dei carabinieri che, come è facile immaginare, spazia nei vari comuni di competenza della compagnia stessa. Un dato su cui riflettere e che è stato fatto presente anche al Tavolo della sicurezza comunale. L’argomento è spinoso e va ad incidere su alcuni equilibri. Per cui anche l’amministrazione comunale, finora, ha mantenuto un atteggiamento di basso profilo, pur preoccupata della situazione.
Sulla questione - sollevata ieri dal “Tirreno” - interviene il sindacato di polizia Silp Cgil. I dati rivelati da Claudio Meoli, segretario generale provinciale del Silp, non hanno bisogno di tanti commenti: «Come sindacato abbiamo da tempo sensibilizzato il ministero dell’Interno e le autorità locali di pubblica sicurezza affinché investano nelle politiche di sicurezza di prossimità sul territorio, con incremento di uomini e mezzi per il commissariato di polizia a Pontedera che deve essere rinforzato rispetto ad un organico attuale di 38 unità, che è insufficiente».
Il punto è riuscire ad organizzare servizi con le volanti sul territorio: «Nel mese di ottobre, rispetto ai 124 turni mensili che dovevano essere garantiti (nell'arco delle 24 ore 4 turni di 6 ore) la polizia di Stato è riuscita ad assicurare il controllo del territorio in soli 41 turni, che equivalgono al 33% della necessità», sottolinea Meoli. È la prima volta che i numeri vengono detti con chiarezza. «A fronte di una maggiore esigenza di presenza della polizia, e considerata la recrudescenza di alcuni atteggiamenti criminali, abbiamo quindi chiesto un reale impegno da parte del questore attraverso interventi strutturali urgenti che siano capaci di concretizzare, una volta per tutte, sia gli appelli della cittadinanza della Valdera in materia di sicurezza, sia le richieste di quegli operatori di polizia che tutti i giorni sono impegnati in prima linea per rendere Pontedera città sicura».
Il questore Francini si è impegnato con il Silp Cgil a risolvere il problema. Nei prossimi giorni verrà a Pontedera per affrontare la questione direttamente con il sindaco Simone Millozzi. Questo Francini lo ha anticipato al sindacato.
«Fiduciosi rispetto a tale impegno, riteniamo che il mutato contesto socio economico, l'aggravarsi e la diffusione di forme di illegalità, il crescente livello di percezione di insicurezza tra i cittadini, nonostante i rilevanti risultati ottenuti sul fronte del contrasto alla criminalità, rendano necessaria l'adozione di ogni utile sforzo nel sistema del controllo del territorio», aggiunge Meoli.
«Il problema della carenza dell’organico si trascina da tempo – spiega Lorenzo Cardogna, segretario provinciale del sindacato Ugl polizia di Stato – Si tratta delle stesse difficoltà che abbiamo riscontrato a Pisa e a livello provinciale. Per quanto riguarda solamente il commissariato di Pontedera, sappiamo che da adesso a settembre 2016 andranno in pensione altri quattro operatori di polizia. Naturalmente ciò inciderà in modo molto negativo sui sevizi offerti alla cittadinanza, considerata l'attuale situazione del commissariato con un organico già estremamente ridotto».
«La dimensione metropolitana del nostro territorio e le problematiche che conseguono – conclude Cardogna, riferendosi all’area vasta pisana – ci impongono un appello ai diversi soggetti istituzionali a fare sistema per chiedere al governo un'immediata inversione di tendenza nelle scelte da parte del ministero dell'Interno e quindi maggiori risorse per le forze della polizia di Stato».
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