Il dolore
Il rapinatore seriale rimane in carcere
Nicola Lo Russo, 31 anni, ha ammesso le sue responsabilità quando è stato interrogato dal pubblico ministero Flavia Alemi
CASTELFRANCO. Ha confessato le rapine e cercato di spiegare come mai la sua vita è cambiata da un giorno all’altro e ha deciso di improvvisarsi rapinatore mettendo a segno quattro colpi in meno di una settimana. Nicola Lo Russo, 31 anni, nato a Foggia e residente a San Giuliano Terme, arrestato dai carabinieri di Castelfranco di Sotto, ha ammesso le sue responsabilità quando è stato interrogato dal pubblico ministero Flavia Alemi.
Ieri mattina il gip del tribunale di Pisa Giuseppe Laghezza ha convalidato l’arresto e disposto la conferma della misura della custodia cautelare in carcere, disposta subito dopo il fermo effettuato dai carabinieri poche ore dopo che l’imbianchino aveva rapinato la farmacia comunale di Castelfranco e minacciato con un coltello un anziano cliente il quale per poco non ha avuto un malore a causa dello spavento.
Durante questo veloce raid, che doveva consentire a Lo Russo di racimolare in fretta una certa somma di denaro, il bandito solitario - riconosciuto anche dalla pettinatura, con un vistoso ciuffo portato a cresta - ha perso la sciarpa e questo ha reso più facile il lavoro dei carabinieri che comunque erano già sulle sue tracce.
Il coltello per le rapine, un coltellaccio da cucina, Lo Russo lo aveva preso a casa dei genitori, che vivono a Castelfranco. Ma anche alla rapina da lui compiuta ai danni della farmacia comunale a San Sisto di Cascina l’uomo non si era fatto tanti scrupoli nel minacciare, oltre al farmacista, anche una cliente di 45 anni la quale aveva avuto la sfortuna di trovarsi nella farmacia quando Lo Russo era entrato in azione, la mattina del 30 ottobre. «Abbiamo avuto paura, sembrava disposto a tutto» , aveva raccontato il farmacista, descrivendo il modo di fare del rapinatore che si era allontanato a piedi anche se qualcuno aveva detto di avere visto un’utilitaria sospetta.
Quel giorno, tra l’altro, come hanno ricostruito i carabinieri di Castelfranco e della compagnia di San Miniato, lo stesso 31enne aveva tentato di rapinare l’ufficio Aci a Cisanello, ma era stato messo in fuga dai dipendenti. Gli era invece riuscito il colpo all’Aci di Pontasserchio e anche qui il rapinatore solitario non aveva esitato a minacciare un pensionato di 70 anni. Un’escalation di episodi che cominciava a creare allarme. È anche per questo che le indagini, dopo l’assalto alla seconda farmacia, sono state immediate. Una volta che l’uomo è stato riconosciuto, grazie anche ad alcune immagini della videosorveglianza, è stata chiesta una ulteriore conferma a chi lo aveva incontrato, suo malgrado, durante le rapine.
«Il mio cliente si rende conto della gravità della sua condotta e per questo ha avuto un atteggiamento di collaborazione – spiega l’avvocato Rolando Rossi – Ha confessato le rapine e questo grazie anche al lavoro che i carabinieri hanno svolto, in particolare del luogotenente Quaranta».
Al momento l’arrestato, che ha raccontato di avere fatto le rapine per acquistare cocaina, resta in carcere.
La storia di Lo Russo ricorda quelle di altri rapinatori improvvisati, persone che da un giorno all’altro stravolgono le loro vite, senza rendersi conto del disvalore sociale delle azioni che compiono. Se non fosse stato fermato in tempo, è probabile che le rapine si sarebbero susseguite a distanza ravvicinata, così come il giovane ha fatto tra la fine del mese di ottobre e l’inizio di novembre.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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