Toscana
Uno scalo merci per la capitale della logistica
La Valdera chiede impegni al viceministro Ma il nodo da sciogliere è la ferrovia da Stagno
PONTEDERA. Circa 350 milioni per il tratto ferroviario Stagno-Pontedera. E, a quel punto, la Valdera avrebbe l’opportunità di costruire la sua “piattaforma intermodale”, o più semplicemente scalo merci. Detta così sembra semplice. In realtà, quello di cui si discute da anni e che dovrebbe essere costruito al Chiesino è ancora lontano dall’essere realizzato.
Struttura fondamentale. Il progetto, però, potrebbe subire un’accelerazione in virtù dei 740 milioni che il Governo investirà nel porto di Livorno. Oltre ad altri tanti interventi minori di cui ha dato conto il viceministro di infrastrutture e trasporti, il socialista Riccardo Nencini, arrivato ieri a Pontedera per partecipare a un incontro con i sindaci della Valdera e il consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd). Argomento della riunione è stato il progetto che avrebbe come terminal la piattaforma intermodale del Chiesino, il cui costo, al momento, non è stato indicato e dovrebbe essere costruito con finanziamenti privati.
«Sarebbe una struttura in grado di offrire alla Valdera e alla provincia di Pisa una grande opportunità di crescita», ha detto il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi.
Ci aiuta l’Europa. Si punta sui soldi pubblici per realizzare i due tratti di ferrovia necessari per dare un senso allo scalo merci pontederese. La prima parte riguarda il collegamento tra Stagno e Collesalvetti (dove c’è l’Interporto Vespucci: qui arrivano le merci del porto di Livorno), la cui progettazione è stato completamente finanziata dall’Unione europea. Ora, però, occorre trovare il denaro per realizzare l’opera, sapendo che il 30% è finanziabile dalla stessa Ue. Per il tratto da Collesalvetti a Pontedera serviranno 130 milioni di euro. Ma l’iter per la presentazione del progetto partirà fra poche settimane. E anche in questo caso ci sarà da trovare il 70% dell’ammontare per l’intera opera.
Se ne occupi il Governo. «La Regione ha deciso di non aumentare le tasse - ha spiegato Mazzeo - ma questo comporta che, per non sforare il patto di stabilità, potrà investire non più di 200 milioni di euro. Dovrà, quindi, farsene carico il Governo». Un appello senza troppi giri di parole, a cui Nencini ha risposto elencando tutti i motivi che, secondo lui, favorirebbero l’ok all’operazione. «Non si tratta di un’opera pesante - ha detto il viceministro - e credo che Ferrovie dello Stato potrebbe realizzarla senza grandi sacrifici. Del resto, questa è un’area che tiene in collegamento l’asse Pisa-Livorno con Firenze, città a cui sono legate le aree di Prato e Pistoia, ma anche il collegamento con l’Emilia e quindi con Bologna. E, vista la presenza di imprese e realtà urbane di rilievo, oltre alla posizione geografica, credo che non ci saranno grossi impedimenti ad affrontare l’argomento al Ministero».
Bypass di Pisa. Il progetto della ferrovia Stagno-Pontedera e della piattaforma intermodale del Chiesino avrebbe un obiettivo molteplice. Uno è quello di collegare il porto di Livorno con Firenze. Un altro è migliorare la logistica delle aziende presenti in Valdera, dando l’oro anche opportunità di sviluppo. Ma il tema di fondo è quello di alleggerire lo scalo ferroviario di Pisa, dove attualmente transitano tutte le merci, con non pochi problemi di organizzazione dei vari convogli da e verso Nord, da e verso Sud, ma anche in passaggio da e verso Firenze. “L’elastico ferroviario” verso Pontedera, com’è stato definito, permetterebbe di migliorare notevolmente quello che, attualmente, è “l’imbuto” della stazione pisana.
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