Il dolore
«Le indagini a Maiorca sono ferme»
La madre dell’imprenditore trovato morto nel furgone: la polizia spagnola non mi ha mai contattato
PONSACCO. «Non stanno facendo niente, le indagini sono ferme. Credo che mio figlio Massimiliano non si sia ucciso. Deve essere successo qualcosa di più grave su cui le autorità dovrebbero fare luce».
Non è la prima volta che la mamma di Massimiliano Rossi chiede che si faccia chiarezza sulle circostanze della morte del figlio, l'imprenditore milanese che per alcuni anni ha vissuto in provincia di Pisa. Gestiva la discoteca Dress Code a Ponsacco, nota anche col vecchio nome di Insomnia, e per qualche tempo aveva seguito anche un altro locale a Collesalvetti. Rossi, 42 anni, per tutti Max, è morto carbonizzato, d'estate, in seguito all’incendio del suo furgone, a Felanitx sull’isola di Maiorca, dove si era trasferito.
Le indagini della Guardia Civil non sono mai state chiuse anche se alla madre della vittima non sono state date informazioni sull’esito delle verifiche svolte dopo la tragedia. «Vorrei recuperare il furgone di mio figlio che invece resta sequestrato. Nessuno mi ha mai contattato nè dal Consolato o dalla polizia».
Le prime notizie arrivate dalle Baleari parlavano di un suicidio anche se sul cadavere era stato trovato un coltello e questo aprirebbe la strada ad altre ricostruzioni.
La madre dell'imprenditore non crede all'ipotesi dei suicidio e alla trasmissione “Chi l'ha visto?” ha spiegato i suoi dubbi ipotizzando che il figlio fosse venuto a conoscenza di qualcosa di molto grave avvenuto sull’isola spagnola. Nell’intervista la donna ha fatto riferimento all'isola dei misteri, lasciando intendere che potessero esserci collegamenti tra pratiche esoteriche e la scomparsa di una giovane della quale il figlio le aveva parlato. La donna non esclude di andare alle Baleari e di mettersi alla ricerca della verità.
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