Sicurezza
Pista divorata dalle erbacce
Più che una ciclabile quella lungo viale Africa sembra adatta al ciclocross
PONTEDERA. “C'è ma non si vede" è uno dei tormentoni più inflazionati in assoluto. Nel linguaggio comune viene utilizzato in molti ambiti e in circostanze diverse. Tra i primi a usare il motto è stato il mago Silvan, storico prestigiatore, che lo dice riferendosi ai trucchi nei suoi numeri. "Il trucco c'è ma non si vede" ripete agli spettatori che assistono ai suoi show. Poche parole, capaci di indicare un concetto preciso. Le stesse che vengono in mente osservando la lingua d'asfalto che costeggia parte della zona industriale di Pontedera. Il sentiero, ridotto a un percorso a ostacoli a causa di vegetazione selvaggia e crepe nel terreno, si snoda dal palazzo blu, occupato dagli uffici Asl, fino alle porte del quartiere Sozzifanti. Il serpentone dominato dal degrado è posto a lato del marciapiede. Nessun cartello ne indica chiaramente la destinazione d'uso, ma andando a esclusione, visto che il camminamento per i pedoni è distante pochi centimetri, si intuisce di essere di fronte a una, almeno nelle intenzioni di chi l'ha realizzata, pista ciclabile.
Nella zona ogni giorno transitano decine e decine di mezzi pesanti e il paesaggio è dominato da capannoni e aziende. Qualcuno però, soprattutto chi arriva da fuori città utilizzando il treno e dalla stazione non ha abbastanza tempo per fare il tratto a piedi, raggiunge l'area industriale in sella alla bicicletta. Pedalata lenta, sguardo costantemente rivolto alla strada. Tir e auto sfrecciano a poca distanza. La pista ciclabile fantasma è deserta. Popolata soltanto di erbacce e cedimenti del terreno.
Ma lei non ha paura a viaggiare in bici accanto alle auto in transito? Mario si gira con l'espressione di chi non si scandalizza più di niente. Uno sguardo all'orizzonte e poi un gesto. Secco. Pollice e indice si toccano e poi strusciano l'uno sull'altro: «Non ci sono soldi e quindi non c'è manutenzione». Il pensionato riprende la sua "amica" trascinandola con le mani sul manubrio e se ne va.
Da chi punta il dito sui fondi insufficienti a disposizione delle istituzioni per la cura degli spazi pubblici, a chi gira l'Italia per lavoro e assicura che, restando in tema di tormentoni, «tutto il mondo è paese».
Luciano sta andando a comprare il pane da mettere sulla tavola della sua casa viaggiante, posizionata in un parcheggio del complesso industriale. Possiede un'attrazione per ragazzi e si sposta insieme alla fiera. Anche lui è in bicicletta e anche lui ignora il percorso per i ciclisti nascosto dall'erba alta: «Di città e paesi chi fa il mio mestiere ne vede molti e purtroppo vedo spesso anche tanti esempi di degrado. Magari con l'ampliamento del quartiere dedicato alle industrie miglioreranno gli spazi al suo interno». E quando si accorge che a una manciata di passi da lui c'è un corridoio di asfalto dominato dalle piante, fa una specie di sorriso sarcastico: «Percorrere quel tratto in bicicletta sarebbe piuttosto difficile. Ammetto di non averlo neppure notato, ma non lo avrei utilizzato comunque. È pieno di buche».
Regna lo stupore tra i passanti quando viene comunicata loro la notizia che quella stradina dilaniata dalle crepe sarebbe dovuta servire a far transitare i ciclisti in sicurezza: «Quella è una pista ciclabile? State scherzando. Non avevo neppure fatto caso alla sua presenza, è abbandonata, si vede chiaramente». Angela si sta preparando a percorrere viale Africa: anche lei non immaginava che la zona fosse dotata di uno spazio per gli amanti dei pedali. «Mi sposto sulla strada perché non ci sono dislivelli e non rischio di cadere. Da lì - dice ancora la donna indicando vicino al marciapiede - non sono mai passata, ma non lo avrei fatto comunque viste le condizioni del manto stradale. C'è da rischiare di farsi male».
La pista ciclabile dunque c'è ma non si vede, come i trucchi del mago Silvan. E che l'area industriale sia vittima del degrado lo conferma anche l'assessore Matteo Franconi: «Dobbiamo pulire le zone verdi, procedere con alcuni interventi di manutenzione e riportare la pista ciclabile in condizioni accettabili. Si notano numerose criticità, inutile negarlo». Da Palazzo Stefanelli scatta la promessa. «Risolveremo i problemi nella zona e lo faremo il prima possibile. Abbiamo già individuato - conclude l'assessore Franconi - una lista di operazioni da compiere nelle zone industriali di Pontedera e di Gello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
