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Pontedera

Importanti reperti etruschi esposti a Villa Baciocchi

Importanti reperti etruschi esposti a Villa Baciocchi

Curiosa la dinamica del rinvenimento archeologico, dovuto alla curiosità di un bambino. Alla luce sono venute urne cinerarie e una coppa kylix

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CAPANNOLI. Quanto può essere preziosa la curiosità di un bambino? La risposta arriva dalla vicenda iniziata un anno fa nel borgo di Casanova, frazione del Comune di Terricciola, e terminata il mese scorso nel Centro documentazione archeologica di Villa Baciocchi, a Capannoli. L'attenzione di Daniele, un adolescente residente a Casanova, viene attirata, durante un pomeriggio di giochi all’aperto con gli amici come tanti altri, da un frammento adagiato sul terreno. Si tratta della riproduzione di una piccola mano, scolpita sulla pietra. Il bimbo raccoglie quello strano "sasso" apparso tra i fili d'erba e lo porta a casa. Non può immaginare di avere tra le mani un reperto storico.

Qualche giorno più tardi nel luogo del ritrovamento avviene una scoperta straordinaria. Lorenzo Bacci, studioso di storia e archeologia, venuto a sapere del rinvenimento casuale a opera del piccolo Daniele, decide di visitare il posto di persona. La manina di pietra raccolta dal bambino è un tipico oggetto della civiltà etrusca. Alcune decine di minuti per sondare il terreno e poi la magnifica sorpresa. «Non credevo ai miei occhi, è bastato smuovere appena la terra e sono affiorati due coperchi di urne cinerarie etrusche. Erano praticamente in superficie. Uno decorato con la rappresentazione di un uomo, risalente presumibilmente - spiega Bacci - alla fine del terzo secolo avanti Cristo, l’altro invece, ornato da una figura femminile, appartiene con tutta probabilità ai primi anni del secondo secolo avanti Cristo». Valore storico indiscutibile, arricchito da un primato ultracentenario. «Da 223 anni in Valdera non venivano trovati resti di urne cinerarie etrusche», racconta ancora l’appassionato di archeologia. L’ispezione dell’area verde a pochi chilometri da Terricciola ha portato alla luce, oltre al frammento rintracciato da Daniele, anche alcune parti di anfore da trasporto e di una kylix, una lontana parente della moderna coppa per lo champagne, che in passato veniva utilizzata dagli etruschi per bere vino durante i banchetti. Da poco più di un mese tutti gli oggetti, restaurati e assemblati da un gruppo di tecnici specializzati, si trovano esposti al Centro documentazione archeologica all'interno di villa Baciocchi, a Capannoli. «Ogni scoperta è importante, perché consente di creare un collegamento con il passato e di studiare civiltà e tradizioni lontane centinaia, o addirittura migliaia, di anni da noi. Ma quando il ritrovamento avviene in maniera casuale, in questo caso addirittura grazie a un bambino, assume un valore veramente eccezionale. Se dopo 223 anni in Valdera sono stati trovati ancora pezzi di urne cinerarie etrusche - conclude Lorenzo Bacci - è prima di tutto merito della curiosità del piccolo Daniele». (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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