Il Tirreno

Pontedera

Salvata dai vicini di casa

di Sabrina Chiellini
Salvata dai vicini di casa

Parla la novantenne difesa da due polacchi dall’assalto dei rapinatori

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CASCINA. L'appuntamento con la paura inizia quando i vicini suonano al campanello della villa della famiglia Bottai, in via Tosco Romagnola, a Sant'Anna di Cascina. Nel giardino c’è stata un’aggressione, ci sono due persone ferite. Il colpo in villa è fallito. «Chiamate la polizia, ci sono i ladri nel giardino». Zita Vannucci, 90 anni e grinta da vendere, racconta come l'altra sera i suoi vicini di casa, una famiglia di polacchi che vive in una dependance della villa, l'hanno salvata da un furto in casa o più probabilmente da una rapina.

Lei è invalida, ma non resta mai da sola. In questa occasione, anche se probabilmente ne avrebbe fatto a meno, ha scoperto che molti le sono vicino. Forse questo i ladri non lo sapevano o comunque non li aveva spaventati l’idea di trovarsi di fronte alla badante o ai familiari dell’anziana.

«Sto bene, non mi hanno fatto niente e in casa non sono entrati». Accetta di parlare con i giornalisti l'anziana, che è invalida. «Anzi, devo ringraziare queste persone che vivono nella dependance da poco più di un mese e si sono rivelate davvero brave».

La novantenne va avanti con i ricordi dell'altra sera, quando il campanello di casa ha proiettato lei e la sua badante in una sorta di film della paura. «Quando abbiamo aperto la porta di casa abbiamo visto il nostro vicino sanguinante, aveva una ferita all’addome, per quello che ho potuto vedere, e un'altra a un braccio. C'era il sangue per terra. Ci siamo spaventati, è stata una cosa davvero atroce. Anche perché all'inizio non sapevamo bene quello che era successo. Lo abbiamo capito dopo. Sembrava di essere nel Far West, sono arrivati i carabinieri, le ambulanze».

Il vicino, Robert Stanislaw Niezgoda, 46 anni, operaio in un'azienda che monta ponteggi, era stato raggiunto da due coltellate, nel tentativo di fermare i ladri. «Lui e la moglie sono persone fidate - aggiunge la pensionata - abitano qui da poco e in questi giorni hanno un ospite che ha aiutato Robert a bloccare i ladri».

La colluttazione, secondo quanto spiega la proprietaria della villa, è stata tutta all’esterno, nel giardino. Non ci sono infissi forzati, anche se i due albanesi avevano varcato la proprietà privata. «I malviventi sono entrati da un cancello laterale, non dal principale. Hanno lasciato i caschi nel giardino. Indossavano guanti e passamontagna».

Assetto, questo, che usano sia i ladri d'appartamento per non lasciare tracce, ma anche i rapinatori esperti che entrano in azione – come è successo in queste settimane nella nostra provincia – per rapinare le famiglie in casa.

«Se non ho capito male, quei due hanno provato a suonare il campanello di casa, poi i cani hanno abbaiato ma noi, che eravamo in casa, non ci siamo resi conto di nulla. Solo quando Robert è venuto a chiedere aiuto, abbiamo capito».

Il polacco, che è stato aiutato dal nipote a fermare i malviventi, ha cercato di bloccare quei due sconosciuti. «Cosa fate? Fermatevi». Per tutta risposta, secondo la ricostruzione dei fatti fornita dagli inquirenti, Tusha Andio, 18 anni, albanese, residente a Cascina in via Allende, lo ha colpito due volte con un coltello. A quel punto il nipote del polacco è intervenuto, insieme lo hanno bloccato.Cosa è successo nei momenti successivi è facile da immaginare. Il diciottenne è stato trovato per terra, vicino all'ingresso della villa, piuttosto malconcio.

«Senza l'aiuto dei miei vicini di casa non so come sarebbe andata a finire - conclude la pensionata -. Voglio ringraziarli pubblicamente, hanno dimostrato di essere brave persone. Ne ho parlato anche con mia figlia, abbiamo provato a sdrammatizzare l’accaduto per superare la paura e la brutta esperienza. Lei poi mi ha detto: “Mamma, ti doveva capitare anche questa alla tua età...”».

L'uomo accoltellato ha trascorso la giornata di ieri in casa, disteso sul letto. «Non voglio parlare, lo farò quanto starò meglio, ho ancora dolore», ha detto in un italiano ancora stentato ai parenti dell’anziana che gli hanno chiesto se voleva raccontare l’accaduto. Il nipote, Krzysztof Germuga, 23 anni, che ancora non conosce la nostra lingua, è stato sentito dai carabinieri ai quali ha confermato quello che era successo nel giardino della villa.

Entrambi i polacchi, che abitano in Italia non da molto, hanno rischiato la vita, anche se poi, per fortuna, le conseguenze dell’aggressione che hanno subito da parte dei ladri sono state meno gravi del previsto. Ma neppure per loro sarà facile dimenticare. La notte l’hanno trascorsa all’ospedale di Cisanello e poi in caserma per mettere nero su bianco i momenti della colluttazione e quello che era successo nelle fasi successive.

Senza il loro aiuto, forse, i malviventi l’avrebbero fatta franca. Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia importante la collaborazione tra i cittadini e le forze di polizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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