Sicurezza
I lavoratori: «Non toccate i tori»
Gli operai rischiano il posto e sono pronti a bloccare il trasferimento
SAN MINIATO. Sarà lotta dura da parte dei sei lavoratori coinvolti nella vertenza contro la ditta Inseme che vuole portare via i cento tori (trasferimento previsto stamani) ospitati nella stalla ipertecnologica della Serra, costruita anche grazie al finanziamento di 400mila euro della Regione Toscana. La decisione di fare le barricate è stata ufficializzata durante un’assemblea che i dipendenti hanno avuto con i rappresentanti sindacali e alcuni avvocati, nel corso della quale sono stati valutati i rischi legali che comporta un’azione di forza.
«Finché l’azienda non ci farà una proposta seria, non abbandoneremo il presidio - afferma Federico Mambrini, sindacalista della Uila Uil - Abbiamo preso questa decisione consapevoli della difficoltà del momento. Ma era l’unica strada percorribile davanti alle intenzioni della Inseme di smantellare un sito produttivo realizzato anche grazie al denaro pubblico».
Oltre al finanziamento regionale, l’azienda è andata avanti con gli ammortizzatori sociali negli ultimi due anni. Dopo la riduzione da 30 a 6 dipendenti, c’è stato un lungo periodo di cassa integrazione che, secondo quanto spiegato dai dirigenti della ditta ai sindacati, sarebbe dovuto servire per una riorganizzazione da cui ripartire con maggior slancio.
«Invece dopo mesi di cassa integrazione - riprende Mambrini - ci è stata comunicata l’intenzione di chiudere la sede della Serra, con un licenziamento collettivo dei dipendenti».
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