Attenzione
Arrestato il secondo bandito, l’accusa è tentato omicidio
In manette è finito un minorenne: domenica era insieme al complice che con un coltello di 23 centimetri ha ferito il polacco nel giardino della villa di Cascina
CASCINA. Il primo a finire in manette è stato Tusha Andio, 18 anni, albanese, residente a Cascina in via Allende. Era armato di un coltello lungo 23 centimetri quando, insieme ad un complice di 17 anni, anche lui albanese, ha tentato, domenica, quasi all'ora di cena, di entrare nella villa dove abita una pensionata di 90 anni. Il colpo è fallito, grazie alla pronta reazione di due polacchi, uno dei quali per poco non ci rimette la vita.
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La lama si è fermata su una costola e questo ha evitato il peggio (10 giorni di prognosi). Il diciottenne, infatti, non ha esitato a colpire il polacco per due volte. Ma è stato acciuffato, anzi placcato. Dopo una violenta colluttazione il giovane è finito per terra, svenuto. Lo hanno visto proprio ko davanti al cancello della villa i numerosi automobilisti che l'altra sera si sono trovati a passare davanti alla villa della famiglia Bottai. Non dava segni di vita. Per come era immobile il corpo, a due passi da un cancello alto che rende difficile entrare nel giardino dell'abitazione, c'è stato anche chi ha pensato che fosse caduto mentre fuggiva. Erano invece le conseguenze delle percosse, anche se poi alla fine, quando i medici del pronto soccorso lo hanno medicato, gli hanno riscontrato ferite che sono state giudicate guaribili in 12 giorni. Una volta che la vicenda è stata ricostruita dai carabinieri di Navacchio e della compagnia di Pontedera, intervenuti sul posto, le accuse si sono aggravate e il diciottenne e il suo complice, un ragazzo di appena 17 anni, bloccato nella notte dai militari, dovranno rispondere dei reati di tentata rapina e tentato omicidio.
Fin dall'inizio, comunque, i carabinieri si erano dimostrati fiduciosi rispetto ad una svolta abbastanza positiva delle indagini a cui sono arrivati in tempi rapidi. Quando il diciottenne è stato soccorso, aveva ancora addosso i guanti. I carabinieri hanno trovato e sequestrato anche i passamontagna, il coltello usato nell'aggressione e lo scooter con cui i due erano arrivati a Sant’Anna.
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Una volta che hanno accertato dove abitava il diciottenne, le ricerche dei carabinieri si sono concentrate nella zona di via Allende e, quando il minorenne è tornato a casa, anche lui è finito in manette. Tusha Andio è stato trasferito a Pisa al Don Bosco, mentre è stato portato in un centro per minori. Sono in corso indagini, come è stato spiegato dai carabinieri della compagnia di Pontedera, per capire se i due abbiano già compiuto altri furti.
Una prima valutazione dei fatti farebbe escludere, stando a quanto si è appreso, che gli albanesi bloccati a Cascina siano collegati con le rapine in villa che sono state compiute nelle ultime settimane a Santa Maria a Monte, Castelnuovo Valdicecina e Pisa. Si tratta sicuramente di un'altra storia, ma i carabinieri seguono tutte le piste.
La casa dove i due abitano è stata perquisita con l'intervento dei militari di Navacchio, che poi hanno proceduto agli arresti, e dei colleghi di altre stazioni oltre che della Radiomobile di Pontedera. La famiglia albanese abita in una zona di case popolari, nel capoluogo cascinese. Il diciottenne, come è facile immaginare, dopo la colluttazione non era nelle condizioni di darsi alla fuga. Il complice invece è riuscito ad allontanarsi.
Ad attendere i carabinieri è rimasto anche il nipote del polacco accoltellato. Il giovane di 23 anni, Krzysztof Germuga, è arrivato in Italia da poco settimane e ha difficoltà a parlare la nostra lingua. Tuttavia è stato lui il primo a raccontare ai carabinieri, insieme al parente ferito, cosa era successo nel guardino della villa. È poi rimasto in silenzio e con lo sguardo preoccupato a seguire tutte le fasi dei soccorsi.
Intanto sulla vicenda interviene il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli: «Voglio ringraziare i due cittadini che hanno bloccato i ladri. Il loro è un bell'esempio civico e dimostra che, se riusciamo tutti a collaborare, possiamo contrastare questi episodi di criminalità che determinano un senso di generale insicurezza che va contrastato con determinazione». Il sindaco aggiunge: «Sono contento che i due ladri siano stati presi subito. Complimenti anche alle forze dell'ordine, che hanno catturato anche il secondo complice, e il cui impegno quotidiano al servizio dei cittadini è encomiabile. Questo brutto episodio dimostra ancora una volta che la collaborazione tra cittadini, istituzioni e forze dell'ordine è fondamentale in tema di sicurezza. Aggiungo che un contributo determinante può arrivare anche dall'utilizzo delle telecamere. Come Comune stiamo perfezionando un progetto con cui chiederemo ai privati di farci "adottare" le loro telecamere di sorveglianza».
In altre parole, se un cittadino, un commerciante o una società vuole installare delle telecamere per sorvegliare la casa o l’azienda, «il Comune chiederà loro di posizionare telecamere più evolute, capaci di inquadrare sia il bene privato, sia gli spazi pubblici. In cambio l’amministrazione si accollerà i costi di manutenzione dell'impianto di sorveglianza. Le immagini catturate potranno essere convogliate in un'unica centrale di controllo che permetterebbe maggiore efficacia».
«Abbiamo già alcune disponibilità per questo scambio che riteniamo possa essere conveniente sia per i privati, sia per la collettività - sottoliena Antonelli - Resto però convinto del fatto che le migliori telecamere continuano ad essere gli occhi e le orecchie dei cittadini, e che il vero antidoto contro questi episodi stia in un comunità forte e solidale, che guarda anche a quello che accade al di fuori delle mura di casa propria».
Intanto il centrodestra della Valdera scarica le colpe dell’escalation di furti e rapine sulle amministrazioni locali di centrosinistra: «Oggi esiste un solo rimedio: tolleranza zero e controllo capillare del territorio h24, partendo da tutte le abitazioni spesso occupate da un numero impressionante di persone e che rappresentano il primo germe dell'illegalità».
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