Sicurezza
Caro don Vasco, manchi a tutti i "pontaderesi"
Il 2 novembre del 2013 moriva monsignor Bertelli, vescovo emerito di Volterra e già proposto di Pontedera. Giovanni Carrara, suo ex chierichetto, lo ricorda con una lettera aperta
PONTEDERA. Il 2 novembre di due anni fa moriva a 89 anni monsignor Vasco Giuseppe Bertelli, vescovo emerito di Volterra e prima ancora proposto di Pontedera e parroco del quartiere Oltrera. Era una figura molto amata a Pontedera e Volterra, come testimonia una lettera scritta nell'anniversario della morte da un suo ex chierichetto: Giovanni Carrara.
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"Caro don Vasco Bertelli, amico nostro, sono due anni che sei volato in cielo e che manchi a tutti noi. Così mi vengono in mente le tre parole latine che scrivevi sulla porta della tua casa di vescovo quando ti allontanavi da Volterra: "Ego Sum Via". Una scritta da cui toglievi le altre parole di Gesù "Veritas et Vita". Quell'avviso scherzoso significava che ti trovavi "fuori sede". Ma per noi "pontaderesi" tu ci sarai sempre, perché senza il tuo spirito e il tuo affetto questa città, alla quale hai dato tanto, perderebbe un pezzo importante della sua storia, come il ponte sull'Era, da dove quel lontano 4 novembre 1966 guardasti addolorato il fiume scuro che scorreva veloce in corso Matteotti e subito andasti a cercare aiuto per i tuoi alluvionati.
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Quanti ricordi, don Vasco! Belli e brutti, ma soprattutto belli perché tu hai vissuto con noi e per noi "pontaderesi", tutti tuoi amici, tutti, anche quelli che poco bazzicavano la Chiesa, ma che per te sarebbero "iti 'n capo ar mondo". Dal Villaggio Piaggio a "Fuor del ponte" tutto parla di te e tu sei sempre nei nostri cuori.
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E poco importa se, inconsapevole e incolpevole, sei stato esiliato da Pontedera prima della tua morte.
Sì, quello è stato ingiusto e doloroso per te e per noi che accoglievi con gioia e rimpianto quando venivamo a trovarti e tu non capivi perché... Ma tu sicuramente, nella tua grande generosità, hai già perdonato. E ora che riposi in pace sul colle alto di Volterra, dove un giorno venne a onorarti anche il grande Papa Wojtyla, io so che a molti di noi brucia la nostalgia di un tuo affettuoso "pattone" ricevuto di sorpresa tra capo e collo nelle vie della tua città. Grazie di tutto, don Vasco. Un forte abbraccio da parte di un chierichetto della tua prima Messa del 1948 nel nostro Duomo bombardato".
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