Il Tirreno

Pontedera

Nessun referendum per la scelta dell’Asl

Il sindaco di Montopoli: «Non è competenza del Comune». Ma l’opposizione lascia il consiglio

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MONTOPOLI. Non ci sarà alcun referendum per decidere l’area sanitaria di appartenenza dopo la riforma dell’ordinamento regionale che accorperà le attuali 12 Asl in tre macro-aziende locali (Area vasta della costa, nord-ovest e sud-est). Questa è stata la decisione dEl sindaco, Giovanni Capecchi, durante il consiglio comunale di venerdì 30 ottobre, che ha ritenuto del tutto inammissibile l’idea promossa dal comitato “Una sanità per i cittadini”. Le parole del sindaco hanno scatenato le reazioni del gruppo di opposizione “Progetto insieme”, che ha appoggiato il comitato nella raccolta delle firme E i cui esponenti hanno deciso di abbandonare la seduta.

«Indipendentemente dalle opinioni - ha detto il primo cittadino - il Comune è un ente che non ha competenza in materia sanitaria. Qualsiasi decisione sulle scelte da fare per la tutela della salute spetta alla Regione Toscana, che al momento ci ha collocato nell’Area vasta nord-ovest. Non sarà certo Montopoli a decidere sulla riorganizzazione complessiva delle Asl. Se avessimo accettato la proposta di referendum avremmo commesso una violazione di legge».

Da parte della maggioranza, però, c’è un’apertura al dialogo con i cittadini e per questo è già in programma un consiglio comunale aperto – che si terrà il 12 novembre – in occasione del quale sarà possibile intervenire per confrontarsi sulla riforma.

«Prima di decidere in quale direzione andare, sarebbe meglio capire come cambierà il servizio sul territorio - ha sottolineato Capecchi - Anche se ci sentiamo più vicini all’area costiera, non possiamo approcciarci alla questione soltanto dal punto di vista della prossimità ai plessi ospedalieri».

Diversa è la posizione di Damiano Carli, capogruppo della lista civica “Progetto insieme”: «Abbiamo abbandonato la seduta perché quanto detto dal sindaco non corrisponde al vero. Il sindaco ci ha anche accusato di aver tradito la fiducia dei cittadini, raccogliendo adesioni per qualcosa che sapevamo essere illegittimo in partenza. In questo modo non ha fatto altro che gettare discredito sull’opposizione e sulle 1500 persone che hanno firmato. Queste hanno tutto il diritto di vedere realizzata la loro iniziativa. Perciò abbiamo intenzione di presentarci alle sedi istituzionali e richiamare il sindaco Capecchi ad un comportamento più democratico e rispettoso nei confronti della collettiità». (e.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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