Il Tirreno

Pontedera

I sindacati: conti positivi ma servono nuovi scooter

di Andreas Quirici
I sindacati: conti positivi ma servono nuovi scooter

Le organizzazioni dei metalmeccanici tornano a chiedere garanzie sul futuro dello stabilimento di Pontedera: «Non deve perdere il ruolo centrale»

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PONTEDERA. Bene i numeri dichiarati dalla Piaggio nei primi nove mesi dell’anno. Ma ora servono maggiori investimenti per i nuovi prodotti. Questo il pensiero (quasi) comune dei sindacati all’indomani della nota diramata dall’azienda in cui si comunicano numeri tutto sommato positivi: ricavi in crescita del 7,7%, utile in calo a 18,3 milioni, ma investimenti in aumento del 19,6%. «Siamo contenti che Piaggio dichiari un buon andamento da gennaio a settembre di quest’anno, ma crediamo che gli operai di Pontedera e dell’indotto non avvertano tutta questa positività», dice Marcello Franchi nel suo ultimo giorno da segretario provinciale di Fiom Cgil, a cui seguirà il passaggio di consegne col suo successore, Marco Comparini.

Botta e risposta. Secondo Franchi, dalla relazione di Piaggio sui primi nove mesi, manca una parte consistente di denaro da investire per far continuare a essere Pontedera il punto di riferimento produttivo del Gruppo presieduto da Roberto Colaninno. «Quando si parlerà di motori e veicoli di nuovo realizzati a Pontedera e non più all’estero - dice il sindacalista - e quando avremo la certezza che l’azienda sta lavorando a prodotti nuovi, allora potremo dire che è in atto un cambiamento». La risposta di Piaggio a queste “accuse” è contenuta nell’ultimo accordo, quello per il contratto di solidarietà firmato da Fim, Uilm, Ugl, ma non da Fiom: «Per il polo produttivo di Pontedera sono confermati 40 milioni di investimenti per il 2015 e una cifra di pari entità anche per il 2016». Oltre alla già citata nuova verniciatura automatizzata, che sarà conclusa nei primi mesi del 2016, l’azienda ha sempre ricordato il salvataggio di Tecnocontrol dopo il fallimento e la creazione del magazzino ricambi che serve tutti i rivenditori Piaggio nel mondo.

Trend e aspettative. Una condotta, quella dell’azienda, che il segretario di Fim Cisl, Claudio Garzotto, giudica positiva, con l’aggiunta di una rivendicazione sindacale: «Grazie allo stesso accordo per la solidarietà, che Fiopm non ha firmato, siamo in grado di monitorare periodicamente con Piaggio l’andamento produttivo e quello degli investimenti. È chiaro che a tutti piacerebbe che Piaggio investisse molto di più. Però, in questa maniera, abbiamo un documento in cui l’azienda si impegna a investire determinate cifre. Finora lo ha fatto, confermando il trend. Vediamo se manterrà le promesse anche per il 2016. Poi, però, dovremo tutti lavorare affinché negli anni successivi il livello di investimenti venga ulteriormente aumentato». Anche perché, ci sarà da valutare la bontà delle scelte fatte da Piaggio proprio in tema di investimenti, come sottolinea Benedetto Benedetti, segretario provinciale di Uilm Uil: «Se saranno state decisioni positive o meno lo vedremo nei prossimi anni. Di sicuro, a questo punto, servirebbero prodotti nuovi in grado di agganciare la ripresa, quando si materializzerà in maniera concreta. Finora la situazione dichiarata da Piaggio mi sembra stabile, senza particolari sussulti. L’andamento del mercato non aiuta, ma è anche vero che Pontedera avrebbe bisogno di aumentare i volumi produttivi. E l’unica soluzione è che vengano fatte rientrare dall’estero alcune lavorazioni.

Unità a rischio. Semmai, quello che scricchiola è il percorso unitario dei sindacati. A Fim e Uilm non è piaciuta l’accusa di “aver firmato una cambiale in bianco a Piaggio”, dopo l’accordo sulla solidarietà. «Serve coesione, ma anche chiarezza. E se non c’è la volontà di lavorare insieme ognuno se ne dovrà assumere le responsabilità», dice Benedetti. Per Garzotto, «la cambiale in bianco è quella che ha firmato Fiom nel 2013, per poi non dire niente quando Piaggio portava via alcune lavorazioni da Pontedera». E lo stesso Franchi, sull’argomento, dice: «Credo che serva un chiarimento, perché l’ultima vicenda legata all’accordo sulla solidarietà ha lasciato strascichi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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