Il Tirreno

Pontedera

Piano di recupero bis per l’area Leoncini

di Andreas Quirici
Piano di recupero bis per l’area Leoncini

La proprietà ha presentato un progetto preliminare in Comune

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Il progetto di recupero sia del magazzino che del palazzo della famiglia Leoncini, che si affaccia in viale Risorgimento, dietro al duomo, non è morto. Ma ha bisogno di abbondanti iniezioni di soldi per essere messo in pratica.

Ok al progetto preliminare. Pochi giorni fa, la proprietà si è incontrata con rappresentanti del Comune di Pontedera per presentare un nuovo progetto, diverso da quello reso noto alcuni anni fa che, poi, è decaduto. L'operazione ha comunque sempre lo stesso uso residenziale originario per quella che in molti indicano come la struttura più fatiscente della città che, secondo quanto spiegato da Alessandro Leoncini, figlio di Gianfranco, uno dei proprietari degli oltre 10mila metri cubi di volumi complessivi, insieme ai fratelli Mauro e Roberto e di una società di cui sono soci gli stessi fratelli Leoncini, avrebbe incontrato i favori dell'amministrazione comunale. «Abbiamo ricevuto l'ok al progetto preliminare - dice Alessandro Leoncini - ma il problema resta. Per mettere in pratica quello che abbiamo in mente servono capitali che non ci possiamo permettere d'investire. Si parla di milioni di euro che stiamo cercando di reperire contattando le aziende edili della nostra zona. Ma, vista la sempre difficile situazione del mercato immobiliare, le risposte che abbiamo ricevuto, al momento, non sono positive. Investire così tanti soldi in questo periodo non è facile, anche per chi ne avrebbe la possibilità. Sono tutti un po' spaventati».

Paura degli impresari locali. La soluzione ipotizzata dall’ingegnere sarebbe quella di andare a reperire fondi fuori dai confini pontederesi. «Non sarà facile per noi - dice - però è quello che, probabilmente, saremo costretti a fare. Il nostro obiettivo è quello di trovare qualcuno disposto a investire nel nostro progetto per provare a dare nuova vita a un angolo storico di Pontedera».

Ricerca di fondi pubblici. Un’altra opzione sarebbe quella di poter usufruire di soldi pubblici. «Stiamo aspettando un bando per l’edilizia che dovrebbe pubblicare la Regione Toscana - afferma ancora Leoncini - e, sinceramente, speravamo di poter ricevere dal Comune di Pontedera un segnale anche in questo senso che, purtroppo non è arrivato. E, devo dire, che è comprensibile, visti i tempi di restrizioni economiche per le pubbliche amministrazioni che stiamo vivendo. Resta, comunque, la nostra volontà di provare a trovare una soluzione».

Fra rimedi e speranze. Ed è un po’ quello che si aspetta la città, alle prese da anni con un vero e proprio rudere nel cuore di Pontedera, fra l’altro di fronte al Muro di Baj, una delle non troppe attrazioni turistiche e culturali della città della Vespa. «Siamo consapevoli della situazione - riprende Alessandro Leoncini - perché è davanti agli occhi di tutti. Quando si è presentata la necessità di mettere in sicurezza una parte degli edifici, perché pericolanti, siamo intervenuti. Ma il progetto di recupero e riconversione di tutto lo stabile è un’altra cosa. E, al momento, non siamo in grado di poter fare tutto da soli».

La “ferita” di Pontedera. Inutile girarci intorno. Il magazzino e il palazzo Leoncini sono una delle “ferite” di Pontedera, se non la più importante. Ed è giusto che la cittadinanza chieda una soluzione del problema in tempi ragionevoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web