Il Tirreno

Pontedera

Dialisi nel container, è protesta

I malati chiedono all’Asl di realizzare una struttura adeguata alle loro esigenze

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PONTEDERA. Il servizio emodialisi dell'ospedale di Pontedera (forse a causa del numero non elevato in senso assoluto degli utenti trattati) è sempre stato considerato -lamentano i pazienti - la cenerentola dei reparti del Lotti. Così, mentre i vari ospedali della Toscana, nel corso delle loro ristrutturazioni o della loro ricostruzione si arricchivano di centri dialisi nuovi, dotati di ampi spazi e di un numero adeguato di posti dialisi tecnologicamente all'avanguardia (vedi Versilia, Pisa, Massa Carrara, ecc.) quello pontederese languiva fin dalla sua apertura in spazi ristretti, malsani, con una dotazione di posti dialisi insufficiente che ha costretto decine e decine di emodializzati a recarsi per eseguire i trattamenti a Volterra, Pisa e San Miniato.

Così nel corso degli anni è stata recuperata una stanza prima utilizzata come cabina elettrica, uno spazio come cucina dal vicino magazzino e trasformando la stanza contumaciale in stanza per attività routinaria si è passati dagli originari 8 a 13 posti dialisi. Successivamente, aumentando nel tempo il numero dei pazienti da trattare, si è provveduto prima ad instaurare un terzo turno di dialisi serale (senza medico, in assistenza limitata: una esperienza esclusivamente pontederese) poi è stata attrezzata e dedicata al trattamento emodialisi una stanza a cinque letti nel reparto di medicina 2, e, infine, per attivare e gestire la dialisi peritoneale sono state dedicate altre due stanze nel reparto di medicina 2, oltre a stanze per l'attività ambulatoriale togliendo anche queste alle degenza ordinaria. In questo modo il servizio emodialisi riesce oggi a trattare circa 60 pazienti in trattamento extracorporeo e 18 pazienti in trattamento peritoneale, oltre a gestire una intensa attività di preparazione al trapianto renale, un nutrito ambulatorio nefrologico e per pazienti trapiantati.

Nel 2009 fu presentato un progetto alternativo con studia di fattibilità certa che prevedeva la realizzazione della struttura ex novo in una parte dei locali attualmente occupati dalla medicina 2. Il progetto - dicono i pazienti - si è perso nella notte dei tempi. Sono stati invece iniziati i lavori (peraltro attualmente fermi) per igienizzare e risanare i vecchi locali (sempre gravati dai vecchi difetti strutturali, non eliminabili) con la previsione di continuare ad integrare tale struttura (da sola insufficiente al bisogno) con il modulo "container" e le stanze in medicina 2.

Da qui la protesta che questa mattina approda anche in tv, su La7.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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