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Teatro: «Si cambia per sopravvivere»
CASCINA. Il consiglio di amministrazione che guida la Fondazione Sipario Toscana dal novembre 2011 rimane concentrato sull'impegno per dare un futuro sicuro alla Città del Teatro di Cascina. Lo dice...
CASCINA. Il consiglio di amministrazione che guida la Fondazione Sipario Toscana dal novembre 2011 rimane concentrato sull'impegno per dare un futuro sicuro alla Città del Teatro di Cascina.
Lo dice il presidente, Michelangelo Betti. «Certi interventi e prese di posizione non hanno invece a cuore la prosecuzione dell'attività teatrale e formativa per bambini, giovani e adulti. Il cambiamento è necessario per la sopravvivenza di un ente teatrale che il recente cambio legislativo ha identificato come il terzo della Toscana e a cui il Ministero ha per quest’anno accresciuto il contributo del 70% rispetto a quello del 2014. Speculazioni che non tengono quindi conto dei risultati raggiunti dall'attuale gestione, sia sul piano dell'efficienza amministrativa che su quello della produzione artistica».
I rappresentanti del Terzo Polo «cercano di “buttare in politica” una discussione che si dovrebbe concentrare sulle prospettive della struttura (prospettive molto più positive rispetto a quelle di alcuni anni fa), peraltro contraddicendo una parte delle proprie affermazioni passate. E' infatti curioso che chi ha anche parlato di chiusura del teatro (pensando a una riconversione in alloggi o in un centro benessere) si ponga il problema dei livelli occupazionali. È preoccupante che una forza politica non approfondisca le questioni e ripeta accuse che stanno a metà strada tra la calunnia e la diffamazione, senza porsi il problema di una verifica seria», dice Betti. «E' probabilmente legittimo avere il dubbio che chi si preoccupa del teatro solo a pochi mesi dal voto amministrativo pensi più alla campagna elettorale che alle sorti del maggior ente culturale del comune e di uno dei maggiori della Regione Toscana», aggiunge. Il bilancio 2014 del teatro ha chiuso in pareggio, il primo dopo oltre dieci anni. «Abbiamo anche portato il quadro del bilancio al 31 agosto. Nei primi otto mesi del 2015 il teatro ha prodotto il 35% delle proprie entrate, un risultato che pochi teatri riescono a raggiungere. È poi ripartito anche il confronto con i sindacati».
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