Gioco
Boom di “social affitti” Ma nessuno paga la tassa di soggiorno
Sul sito Airbnb sono oltre 300 i posti letto offerti in Valdera Proteste degli albergatori: «È pura concorrenza sleale»
PONTEDERA. Oltre 300 annunci di affitti. È il risultato che si ottiene digitando Pontedera sul sito Airnbnb.it, la versione italiana del portale di origine statunitense dove chiunque può creare la propria pagina in cui offre un posto letto in una camera di casa sua o un intero appartamento di sua proprietà. Una miriade di strutture ricettive “social” che fa concorrenza ad alberghi e agriturismi, inserendosi in una zona grigia della normativa sulla tassazione di questo genere di attività. E la protesta delle aziende consolidate è inevitabile.
Vuoto normativo. Il sistema è semplice e funziona come un comune social network. Ci si registra e si inseriscono foto e descrizione degli alloggi, compresa la tariffa che è, nella maggior parte dei casi, inferiore a quelle delle strutture ricettive “ufficiali”. Poi si comincia a ricevere gli ospiti che lasciano commenti sulla pagina. Più commenti positivi si hanno, maggiore visibilità si ottiene all’interno del portale. L’ospite paga direttamente, con carta di credito o paypal, ad Aibnb che, a sua volta, riversa al proprietario della casa il denaro incassato, meno il 3% di commissione. Dall’ospite, invece, la società trattiene il 10% di maggiorazione sul prezzo indicato sul sito. E non risultano pagamenti di tasse di soggiorno.
Perché sì. «È un modo per viaggiare conoscendo persone e con prezzi inferiori - dice Franco Doni che dà in affitto alcune stanze della sua casa al Romito - E a chi affitta entrano soldi per arrotondare. Ma il sistema di pagamento non prevede il versamento di tasse di soggiorno».
Perché no. «Ormai la concorrenza di queste strutture improvvisate ci sta mettendo davvero in difficoltà - replica Raffaella Vivaldi, dell’albergo a tre stelle Il Falchetto di Pontedera - Non ci sono controlli e ognuno fa come vuole. Anche se poi, però, i controlli li fanno solo a noi. Con Airbnb non ci sono versamenti di tasse di soggiorno e non c’è l’obbligo di segnalare alla prefettura gli ospiti che soggiornano da noi. Una situazione che si sta facendo davvero insopportabile».
Andreas Quirici
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