Toscana
Esposto sulle luci di via Dante Lo hanno presentato i 5 Stelle
PONTEDERA. Sull’illuminazione provvisoria e temporanea di via Dante si sono concentrate prima le attenzioni dei cittadini, preoccupati dai faretti fasciati con la pellicola Domopak e dai cavi...
PONTEDERA. Sull’illuminazione provvisoria e temporanea di via Dante si sono concentrate prima le attenzioni dei cittadini, preoccupati dai faretti fasciati con la pellicola Domopak e dai cavi “incerottati”, e successivamente alcuni consiglieri comunali. Alle proteste l’amministrazione comunale ha risposto con il silenzio. L’altro giorno il Movimento 5 Stelle ha consegnato ai carabinieri un esposto, a firma di Andrea Paolucci e Fabiola Toncelli, in cui si chiede di verificare se ci sono gli estremi per ravvisare una responsabilità penale per il modo con cui sono stati realizzati i lavori.
«Vogliamo entrare nel merito di una esecuzione lavori dell’impianto elettrico di illuminazione eseguita, a nostro avviso, in modo alquanto discutibile», dicono i due consiglieri che dopo avere letto la segnalazione di un cittadino su Facebook hanno approfondito la questione. «Da un sopralluogo effettuato da alcuni tecnici riteniamo che ci siano gravi carenze facili da vedere: le calate di alimentazione non sono protette, i fari inseriti nei blocchi di calcestruzzo sono ricoperti da Domopak, le scatole di derivazione sono inserite nei vasi delle palme con fori passanti non protetti. Segnalato anche il mancato fissaggio delle scatole dell’illuminazione e la connessione elettrica tra la linea e le calate è protetta con solo nastro isolante. L’elenco delle possibili anomalie continua e punta il dito contro alcune alimentazioni eseguite con cavi, che i consiglieri dei 5 Stelle, ritengono non idonei ad esecuzioni esterne.
«Questa volta non si tratta di “lavori elettorali” come nel caso della biblioteca, ma il risultato non cambia. La nostra opinione è che non ci siano solo gravi mancanze da parte dell'amministrazione; qui entrano in gioco progettisti ed esecutori lavori che, quanto meno, dovrebbero rivedere le proprie competenze». Nell’esposto i consiglieri chiedono che si faccia una verifica e si cerchi di capire se chi ha progettato, chi ha realizzato e chi ha firmato la dichiarazione di conformità dei lavori e il collaudo abbia rispettato quanto previsto dalla normativa per questo genere di lavori.
«Riteniamo che la questione economica (anche se ci piacerebbe sapere a quale fine, Ecofor abbia sponsorizzato gli arredi urbani e se paghereste per un lavoro fatto in questo modo) possa passare in secondo piano. Quello che invece non si può tacere è il fatto che la tensione di lavoro è 220V, quindi potenzialmente pericolosa nonostante i dispositivi installati a protezione e che centinaia di ragazzi di ogni età frequentano le scuole che si affacciano su via Dante», aggiungono i consiglieri.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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