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Pontedera

Trent’anni fa la riapertura del nuovo Verdi

Trent’anni fa la riapertura del nuovo Verdi

Una stagione con proposte di ogni genere da Orsini ad Ambra. E venerdì “Stasera pago io”

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SANTA CROCE SULL’ARNO. L’importanza della stagione la potremmo misurare con i numeri: saranno cinquanta gli spettacoli che il teatro Verdi di Santa Croce propone nei vari cartelloni, quest’anno.

Parliamo della stagione di prosa, del baule dei sogni, di Stasera pago io e di Primo tempo. Nove i titoli che dal 17 novembre verranno proposti nella rassegna di prosa, in questo che è il trentesimo anno dalla riapertura del teatro santacrocese.

«Proponiamo generi diversi – spiega il direttore artistico della struttura santacrocese, Renzo Boldrini - dell’espressione teatrale. Basti pensare che avremo i testi di due premi Nobel, Dario Fo e Arold Pinter. E interpreti che vanno da Umberto Orsini a Popolizio, da Angela Finocchiaro ad Ambra Angiolini. Per non parlare, poi, della rassegna “Primo tempo”, che debutterà con uno spettacolo di Moni Ovadia su Enzo Iannacci. Sarà presentato in anteprima regionale proprio sul nostro palcoscenico».

Affidandoci ancora ai numeri, c’è da segnalare che nella presentazione-spettacolo della stagione che sta per partire, c’era la sala del “Verdi” gremita: oltre cento persone.

«È il segnale di un rapporto di quantità e di qualità con il pubblico. Un rapporto che punta a superare questo periodo che è di crisi economica ma anche di crisi culturale».

La crisi economica si fa sentire?

«Restando all’aspetto finanziario, c’è da sottolineare che tutti questi progetti non hanno mai fatto rimettere, all’amministrazione comunale, le mai nelle casse per ripianare qualche mancanza: ogni volta abbiamo l’obbligo di essere vincenti, di farcela con le previsioni che ci diamo».

Non solo prosa. Domani partono le prevendite della rassegna “Stasera pago io”.

«Una rassegna che ha una formula assai piacevole: sono i bambini a portare a teatro i genitori. Pagano loro, con dei fantassegni, soldi virtuali che guadagnano partecipando a giochi che animatori culturali fanno svolgere a scuola o nei supermercati della città».

Il debutto di questa rassegna è per venerdì.

«Sarò in scena io, con lo spettacolo “I Tre porcellini”. Per questa recita è già previsto il sold out: è un testo collaudatissimo, che è stato presentato anche in teatri grandi, come al Metastasio. O strutture di Como, Bari e Roma. Un testo divertente».

Il rapporto del teatro con la scuola e con il territorio è forte?

«Intanto c’è da dire che siamo un teatro di area: quindi lavoriamo con le scuole di ogni ordine e grado. Anche quelle che a Santa Croce non ci sono. Penso alle superiori. Mentre, per quanto riguarda il territorio, ci tengo a sottolineare che, ad esempio, proponiamo anche uno spettacolo con “Cecco e Cipo”, i due giovani artisti dell’Empolese»

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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