Il Tirreno

Pontedera

Incendiata di notte una casa di legno al Parco dei Salici

di Sabrina Chiellini
Incendiata di notte una casa di legno al Parco dei Salici

Lo sfogo del sindaco: «Gesto infame e vergognoso» Indagini dei carabinieri per individuare i colpevoli

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PONTEDERA. Non ci sono molti dubbi: le fiamme che hanno distrutto uno dei bungalow di legno nel Parco dei Salici, gestito dalla società sportiva Bellaria Cappuccini, sono dolose.

Ieri mattina i vigili del fuoco hanno effettuato un lungo sopralluogo e avrebbero trovato tracce di un innesco. Siamo di fronte all’ennesimo atto vandalico compiuto ai danni di un bene pubblico.

Di questo è convinto anche il sindaco, Simone Millozzi, che dal suo profilo Facebook ha dato la notizia dell’incendio che all’alba di ieri ha completamente distrutto la baracca che era a servizio delle attività che vengono svolte nel parco e hanno prevalentemente uno scopo didattico e sociale.

«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) alle 5, sono stato avvertito che una casina di legno al Parco dei Salici stava andando a fuoco. Da una primissima ricostruzione dei fatti sembra si tratti di un atto doloso. Se questo fosse confermato dalle indagini in corso... Auspichiamo che le forze dell'ordine possano risalire in tempi brevi ai responsabili di tale gesto infame e vergognoso. Ancora una volta un danno ad un bene pubblico che colpisce tutta la nostra comunità», è il commento del sindaco.

Le fiamme sono state segnalate ai vigili del fuoco alle 4,40 e, quando la squadra dei pompieri è arrivata sul posto, l’incendio aveva già avvolto le pareti della struttura in legno. Impossibile cercare di salvare qualcosa. È rimasto solo un cumulo di rifiuti che ora dovrà pure essere rimosso.

L’incendio, secondo chi abita nella zona, è solo l’ultimo atto di tante segnalazioni di un degrado che nel corso degli anni è diventato sempre più diffuso in questo angolo della città. La stessa baracca incendiata, che un tempo era usata per feste di compleanno, era stata bersaglio di atti vandalici e di furti. In passato l’amministrazione comunale aveva promesso di installare le telecamere a protezione delle strutture del parco. Poi le baracche erano diventate un facile rifugio per persone che non hanno un posto dove trascorrere la notte.

«Qualche tempo fa in quella baracca dormivano dei senzatetto – spiega Piero Becattini – ma poi siamo intervenuti e abbiamo sostituito le porte insieme all’amministrazione comunale. Ora c’erano porte di ferro, mi pare difficile che qualcuno le abbia aperte per entrare a dormire. Il Comune aveva anche potenziato l’illuminazione per scoraggiare chi di notte aveva l’abitudine di andare nel parco».

È vero che, nonostante questi interventi, le baracche hanno continuato a richiamare persone.

Dopo l’incendio sono intervenuti i carabinieri non solo per ricostruire quanto successo, ma anche per capire se è possibile individuare i responsabili del gesto.

Non si può escludere il fatto che le fiamme siano state accese da qualcuno che ha tentato invano di entrare e quindi come una ritorsione. Ma potrebbero anche essere appiccate da qualcuno che ha cercato di accendere un fuoco per scaldarsi e, quando si è reso conto che il fuoco non era più controllabile, si è dato alla fuga.

Se questa ricostruzione corrispondesse al vero, non si può non pensare che anche questa volta c’è stato il rischio che qualcuno restasse coinvolto nel rogo. Esattamente come è successo poche settimane fa nel parcheggio della stazione ferroviaria dove è stato trovato carbonizzato il cadavere di un migrante.

I senzatetto che vivono in città, secondo una stima approssimativa delle forze di polizia, sono più di una cinquantina, anche se non è facile avere un dato certo. La notte la trascorrono dove capita e, con l’arrivo dell’inverno, i rischi per loro sono destinati ad aumentare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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