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Nuove maleodoranze ma per ora la fonte rimane un mistero
Si è pensato a una fuga di gas, però i vigili del fuoco l’hanno esclusa Accertamenti di Arpat. Il presidente del depuratore: non c’entriamo
SAN ROMANO. In tanti hanno pensato ad una fuga di gas, con un odore simile al metano che fin dalla mattina si avvertiva in tutta San Romano e non solo. Ma c’è anche chi è tornato a puntare il dito contro il vicino depuratore, da sempre primo indiziato delle maleodoranze che ciclicamente infestano la frazione. Ma al termine della giornata il mistero è rimasto, senza che si sia riusciti ad individuare la fonte esatta dello strano odore avvertito fin dalla mattina. Un problema tutt’altro che nuovo per San Romano ma che stavolta sembra aver avuto caratteristiche insolite. A cominciare dall’odore, che ha spinto alcuni cittadini di Angelica ad allertare venerdì i vigili del fuoco di Castelfranco, i quali, intervenuti sul posto, hanno escluso l’ipotesi della fuga di gas. Stessa situazione anche al convento di San Romano dove, nella tarda mattinata, alcune donne impegnate nei preparativi per il premio letterario Fucini di ieri, hanno subito pensato ad una fuoriuscita di metano all’interno della struttura, richiedendo l’intervento di una ditta specializzata. In realtà, l’odore sarebbe stato avvertito a ondate ripetute lungo una fascia compresa tra la zona industriale di Ponte a Egola e il centro di Montopoli. Da qui gli accertamenti di Arpat che nel corso del pomeriggio ha cercato di individuare la fonte delle maleodoranze. Tra i cittadini le opinioni sono discordi. Per qualcuno si è trattato di un odore insolito, diverso rispetto alle tipologie di puzze ormai note, mentre a detta di altri la responsabilità sarebbe comunque da ascrivere al depuratore.
«La situazione è certamente migliorata rispetto agli anni passati – racconta un residente – ma nelle ultime settimane capita spesso di sentire odori particolari: a volte qualcosa di simile alla carne arrostita e altre volte simile al metano». Ad ogni modo, i tecnici di Arpat hanno fatto visita all’interno di Cuoiodepur, in attesa di ulteriori verifiche nei prossimi giorni. «Rispetto agli odori conosciuti in questa zona – afferma il presidente del depuratore Michele Matteoli – i miei tecnici hanno escluso che quello avvertito venerdì possa essere sviluppato dalle nostre lavorazioni. Senza contare che si sentiva anche a Ponte a Egola, praticamente contro vento rispetto alla nostra posizione».
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