Il Tirreno

Pontedera

I DATI DEL CENTRO PER L’IMPIEGO

678 assunzioni in più ma crescono anche “nero” e precariato

678 assunzioni in più ma crescono anche “nero” e precariato

SANTA CROCE. Il dato assoluto racconta di un aumento delle assunzioni a tempo determinato: 1400 tra gennaio e agosto del 2015, con un incremento di 678 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso...

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SANTA CROCE. Il dato assoluto racconta di un aumento delle assunzioni a tempo determinato: 1400 tra gennaio e agosto del 2015, con un incremento di 678 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il tutto, però, al netto di una percentuale di precarietà che rimane alta per le donne, un aumento delle segnalazioni di lavoro nero e «un generale impoverimento della qualità del lavoro».

È il quadro tracciato da Tania Benvenuti, responsabile di zona Cgil, attraverso i dati del Centro per l'impiego di Santa Croce relativi ai 5 Comuni del Valdarno pisano. Un'area che al 31 agosto metteva insieme 12699 “disponibili”, ovvero tutti coloro che si sono iscritti al Centro in cerca di occupazione: un dato in aumento rispetto agli 11063 del gennaio 2013, dove a crescere sono quasi unicamente le donne (quasi un migliaio in più rispetto a due anni fa). «Sono sempre di più – dice Benvenuti – le donne che cercano lavoro alla luce delle difficoltà del marito».

Tra gennaio e agosto 2015, i nuovi assunti sono stati 8141; crescono i contratti a tempo indeterminato e contemporaneamente diminuiscono quelli a tempo determinato insieme a contratti somministrati e di apprendistato.

«È il risultato degli sgravi concessi dal governo – afferma Benvenuti – ma la situazione andrà valutata fra tre anni quando termineranno le agevolazioni».

Tra i ragazzi che hanno aderito al progetto “Garanzia giovani”, invece, sono 539 quelli che hanno trovato lavoro, di cui solo l'8% a tempo indeterminato. «Al di là dei dati – riprende Benvenuti – quello che registriamo è un aumento di criticità. Tra le assunzioni con contratti stabili, ad esempio, vediamo che le donne sono più penalizzate. Abbiamo notizia, poi, di tante aziende in ritardo con i pagamenti, altre che chiudono e riaprono per beneficiare dei contributi alle assunzioni, insieme ad un aumento delle segnalazioni di lavoro nero. In generale, si osserva un po' il ritorno ad un più “povero”, in una zona che ha conosciuto storicamente una manodopera apprezzata: chi oggi perde il lavoro fa fatica a ricollocarsi e difficilmente lo ritrova alle stesse condizioni di prima». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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