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Il deposito dell’acqua è a rischio di crollo Paura ad Angelica
L’allarme è stato lanciato da un ex dipendente comunale Ma secondo la società idrica serve soltanto manutenzione
SAN ROMANO. Trecento metri cubi d’acqua posizionati a 30 metri d’altezza. Praticamente, 300 tonnellate di peso, in cima ad una struttura vecchia quarant’anni che fino ad oggi non ha mai avuto interventi di manutenzione. È il deposito idrico alle spalle del supermercato Conad di Angelica, nel comune di Montopoli, per il quale le verifiche condotte da Acque Spa (proprietario della struttura) hanno escluso ogni rischio in fatto di stabilità. Eppure, il colpo d’occhio su quel deposito anni Settanta sembra non tranquillizzare affatto gli abitanti di Angelica e San Romano. Come non tranquillizza l’ex dirigente comunale Etelbo Arzilli, che all’epoca seguì tutto l’iter dei lavori e che oggi rivela di «non dormirci la notte». Parole che Arzilli ha pronunciato mercoledì sera di fronte ai cittadini riuniti per la prima assemblea delle nuova Consulta di San Romano che, all’ultimo punto, affrontava proprio la situazione del deposito alle spalle di Conad. Di qui l’intervento dell’ex dirigente che ha definito il deposito «una vera e propria bomba sulla testa dei cittadini».
Realizzato negli anni Settanta per dare acqua all’intera zona di Angelica e San Romano in piena espansione edilizia, il deposito si presenta oggi in condizioni apparentemente precarie, con il cemento saltato e sgretolato in più punti, fino a lasciare in bella mostra le armature in ferro visibilmente arrugginite. «Gli otto pilastri che sorreggono il deposito – ha spiegato Arzilli – poggiano su pali di fondazione che scendono a 26 metri di profondità. Ma i pericoli possono venire dalle oscillazioni: il vento in particolare, oggi più forte di quello considerato all’epoca, ma anche un eventuale terremoto di tipo sussultorio. Proviamo a immaginare cosa può succedere se dovesse venire giù. I rischi non sono solo per la Conad: l’impatto al suolo di una struttura di quel peso rischia di distruggere le abitazioni nel raggio di 200 metri. Forse è il caso di cominciare a preoccuparci».
L’assessore ai lavori pubblici Alessandro Varallo ha spiegato che la questione è già stata affrontata: «Abbiamo chiesto ad Acque una verifica sulla base delle nuove norme antisismiche, ricevendo rassicurazioni sulla stabilità del deposito di Angelica e di Casteldelbosco che si presenta nelle stesse condizioni. Per stare più tranquilli, abbiamo chiesto un parere a ingegneri di nostra fiducia che hanno condiviso le stesse conclusioni».
Secondo Acque, insomma, i due depositi hanno solo bisogno di un intervento di manutenzione per migliorarne quanto meno l’estetica. «Acque ci dice che interverrà entro il 2016 – ha aggiunto Varallo - Ad ogni modo continueremo a fare pressioni e a monitorare la situazione».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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